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20 giu 2022

Pini attacca: "Scongeliamo la vecchia Lega"

L’ex segretario del movimento in Romagna ha presentato ricorso al Tribunale di Milano chiedendo la convocazione del Congresso federale

20 giu 2022
chiara caravelli
Cronaca

di Chiara Caravelli

Disporre la convocazione del Congresso Federale della Lega Nord per l’indipendenza della Padania al fine di deliberare la nomina del nuovo consiglio e del nuovo segretario generale. Queste sono le richieste avanzate dal Gianluca Pini, ex segretario della Lega Nord Romagna prima di Jacopo Morrone, al Tribunale di Milano. Le motivazioni sono contenute nel ricorso presentato dal legale Massimo Beleffi del foro di Forlì-Cesena: "Il 21 dicembre 2019, in occasione del Congresso Federale convocato al solo fine di procedere ad alcune modifiche statutarie funzionali a impedire lo svolgimento dell’attività politica da parte del movimento, l’onorevole Matteo Salvini, allora segretario federale, rassegnava le dimissioni, lo stesso facevano anche tutti gli altri componenti gli organi federali".

In quell’occasione, come previsto dallo statuto, il Consiglio federale deliberava il commissariamento del movimento, procedendo alla nomina del commissario federale, l’onorevole Igor Iezzi. "Va al riguardo segnalato – si legge nel ricorso – che il vigente statuto del movimento, all’art. 13, ultimo comma, impone espressamente: ‘In caso di contestuali dimissioni contemporanee di almeno la metà dei membri del Consiglio federale e di impedimento o dimissioni del segretario federale, il rappresentante legale assume i poteri e le competenze del Consiglio federale e convoca entro 180 giorni il Congresso federale straordinario per il rinnovo degli organi elettivi’".

Scongelare la vecchia Lega. È questo l’obiettivo dell’ex segretario romagnolo. "L’unica cosa che chiediamo – sottolinea lo stesso Pini – è che si faccia il Congresso della Lega Nord secondo principi democratici, che il commissario messo lì da Salvini per bloccare l’azione politica della Lega Nord tolga il disturbo e che il movimento torni ad avere agibilità politica tramite i militanti orfani, come milioni di elettori che non si sono recati alle urne ultimamente, di un sindacato del Nord". Un Congresso che però non vede ancora la luce "pur essendo abbondantemente decorso il termine di 180 giorni dalle dimissioni del segretario federale e nonostante l’intimazione, in data 30 settembre 2020, a dar corso al Congresso".

L’ex segretario della Lega Nord Romagna è ricorso alle carte bollate non solo per richiedere la convocazione del Congresso, ma anche per "delegare, all’esecuzione degli adempimenti, un soggetto terzo garante della democrazia interna del partito, e solo in subordine il commissario federale Igor Iezzi. L’assemblea dovrà tenersi entro trenta giorni dall’emissione del provvedimento giudiziale e la convocazione dovrà avvenire secondo i principi di più ampia partecipazione democratica avendo accortezza, visti i trascorsi, di nominare soggetti terzi di provata imparzialità quali componenti della commissione verifica al fine di accertare il rispetto di ogni adempimento".

Una battaglia che Pini non ha intenzione di abbandonare, tantomeno di perdere. "Il resto a noi poco importa – conclude – ma sia chiaro che se qualcuno continuerà a impedircelo, andremo fino in fondo nell’accertare le condotte e le responsabilità di chi, bloccando l’azione politica della Lega per non infastidire i sogni di gloria di Salvini, ha creato questo enorme danno democratico al paese".

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