Il forlivese Gian Luca Bagnara, già assessore provinciale e fino al 2019 presidente della Fiera di Forlì, è stato eletto presidente del gruppo di lavoro uova e pollame del Copa-Cogeca, organismo unico di rappresentanza dei produttori agricoli e delle cooperative europee con sede a Bruxelles. È il primo italiano a ricoprire tale incarico. Bagnara, eletto a nome di Alleanza Cooperative Italiane, in Italia ricopre il ruolo di presidente di Assoavi, unica organizzazione inter-professionale del settore, diretta da un altro forlivese, Stefano Gagliardi. Bagnara, in cosa consiste questo mandato? "La...

Il forlivese Gian Luca Bagnara, già assessore provinciale e fino al 2019 presidente della Fiera di Forlì, è stato eletto presidente del gruppo di lavoro uova e pollame del Copa-Cogeca, organismo unico di rappresentanza dei produttori agricoli e delle cooperative europee con sede a Bruxelles. È il primo italiano a ricoprire tale incarico. Bagnara, eletto a nome di Alleanza Cooperative Italiane, in Italia ricopre il ruolo di presidente di Assoavi, unica organizzazione inter-professionale del settore, diretta da un altro forlivese, Stefano Gagliardi.

Bagnara, in cosa consiste questo mandato?

"La commissione dell’Unione Europea vuole avere un solo interlocutore, per l’agricoltura è il Copa-Cogeca, diviso in vari settori, dal vino all’ortofrutta. Io sono stato eletto per 4 anni alla presidenza del gruppo di lavoro ’uova e pollame’ che a livello europeo ha una giro d’affari di oltre 33 miliardi di euro: il pollame rappresenta il 5% mentre le uova il 2,4% della produzione agricola totale dell’UE".

Com’è stato nominato?

"Dai delegati del settore, di tutti gli stati membri. La prima soddisfazione è che ho ricevuto l’indicazione unanime dagli italiani, poi ho prevalso sul candidato olandese col 61% dei consensi". Perché hanno preferito lei?

"Ho puntato sul fatto che occorre rafforzare il rapporto di fiducia col consumatore. Proteine sane vuole dire allevamenti sani, dunque il tema del benessere animale".

In che lingua dialogate?

"In questo periodo si svolge quasi tutto online, in inglese. Ma me la cavo un po’ anche col francese. Andrò a Bruxelles in occasione degli incontri istituzionali".

Quale ricaduta avrà la sua nomina per il territorio forlivese?

"Appena saputo della mia elezione, alcuni imprenditori locali mi hanno detto: ’Adesso il lunedì mattina la politica agricola comunitaria la facciamo a Forlì’".

Battute a parte?

"Le ripercussioni saranno importanti. Perché è vero che la cabina di regia nazionale è a Forlì, dov’è presente anche la borsa unica dei prezzi. In occasione del mercato telematico, che si tiene tutti i lunedì, potremo scambiarci notizie in modo informale. Il vantaggio è che le esigenze delle imprese, per mio tramite, saranno portate a Bruxelles in via diretta e non mediata. Inoltre, le aziende romagnole sapranno in tempo reale cosa si sta muovendo in seno alla UE e non dovranno subire le novità, spesso apprese in ritardo, come accadeva in passato. È un messaggio anche al mondo politico italiano: la tappa forlivese non si può saltare".

A maggio si terrà Fieravicola, la prima edizione basata a Rimini: cambierà qualcosa?

"Sarà un’importante occasione per capire cosa si muove in Europa e soprattutto nel Mediterraneo, area in cui l’Italia dovrà stabilire il proprio ruolo. Se i suini sono un prodotto in prevalenza del Nord Europa, le carni bianche e le uova invece hanno un bacino di riferimento soprattutto mediterraneo. La filiera è complessa, perché c’è anche la mangimistica. E a Bruxelles ci conoscono come Romagna, non fanno distinzione fra Forlì e Rimini".

Fabio Gavelli