Quotidiano Nazionale logo
Quotidiano Nazionale logo
il Resto del Carlino logo
11 giu 2022

"Portiamo i ragazzi ‘fragili’ in barca a vela"

Per sei giorni navigheranno da Venezia. Parteciperanno 14 adolescenti reduci da comunità, contesti difficili o in crisi durante la pandemia

11 giu 2022

Utilizzare lo strumento della barca a vela per aiutare giovani in situazioni sociali complesse, favorendo la conoscenza di sé e l’inclusione sociale: è questo l’obiettivo dell’iniziativa ‘La vela come esperienza educativa’, organizzata dal centro per la relazione d’aiuto ‘Parole Diverse’. Dal 17 al 22 giugno un equipaggio composto da 14 ragazzi e ragazze tra i 15 e i 18 anni, 2 skipper e 3 psicologieducatori navigherà lungo la costa nord adriatica, partendo da Venezia e approdando in porti significativi dove sarà possibile per i partecipanti conoscere persone che possono essere modelli educativi e di realizzazione.

"Questo progetto rientra nella cosiddetta ‘vela solidale’, che nasce negli anni Ottanta in Svezia e dà la possibilità di estendere i benefici del mare a fasce della popolazione fragili – spiega Francesca Focardi, psicoterapeuta del Centro Parole Diverse –. È un’esperienza particolarmente utile per gli adolescenti del gruppo, che provengono da situazioni sociali complesse, esperienze migratorie, comunità terapeutiche, o dall’aver vissuto fasi di ritiro sociale dopo la pandemia". La barca sarà un vero e proprio laboratorio sociale di integrazione in cui i ragazzi avranno la possibilità di rielaborare la loro esperienza in chiave emotiva e implementare un senso di libertà, tenacia, interdipendenza reciproca e autostima.

Il progetto è giunto ormai alla sua terza edizione e quest’anno sulla barca sarà presente anche un laboratorio fotografico. "L’idea è quella di partire da un diario di bordo da riempire con uno scatto per ogni giornata – racconta la fotografa Alessandra Salieri, che salirà a bordo con l’equipaggio –. Attraverso l’immagine si vuole cercare di esprimere la parte migliore di se stessi e raccontare il proprio viaggio emotivo". Quella della vela solidale è un’esperienza ancora poco conosciuta, che permette di interpretare la vela senza la pressione di dover raggiungere un obiettivo tecnico, ma come un mezzo per andare all’avventura. Ed è proprio questa l’idea espressa da Francesco Delli Santi, presidente di Aganoor, VelaSail e coordinatore del progetto Sailingfor Blue Lab. "Eliminare la pressione del gesto tecnico consente di vivere la navigazione dando spazio a sentimenti ed emozioni, in un tempo in cui gli spazi per esprimerli sono ridotti".

Il centro Parole Diverse, che svolge attività rivolte a giovani, adulti e famiglie con particolare riferimento alla fascia dell’adolescenza, organizza ‘La vela come esperienza educativa’ in collaborazione con l’Aics (associazione italiana Cultura e Sport) e grazie anche all’appoggio di associazioni, enti e aziende partner. "Il progetto è inserito in un bando emanato dalla regione Emilia-Romagna, che ha sempre espresso apprezzamento verso quest’esperienza – dice Viviana Neri, presidente regionale di Aics –. Quando mi fu proposta questa idea rimasi colpita: è un’esperienza che offre ai giovani con difficoltà uno stimolo per crescere".

Martina Mastellone

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?