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28 apr 2022

Profughi ucraini, sono 18 quelli ospiti a ’Casa Europa’

L’ex scuola nella frazione di Turrito poi diventata ostello, ora è la casa dei cittadini in fuga dal conflitto, in particolare madri con figli minori

28 apr 2022
edoardo turci
Cronaca
Il sindaco Enrico Cangini
Il sindaco Enrico Cangini
Il sindaco Enrico Cangini
Il sindaco Enrico Cangini
Il sindaco Enrico Cangini
Il sindaco Enrico Cangini

di Edoardo Turci

Sarsina è in prima linea per l’emergenza profughi ucraini: al momento l’unico Cas (Centro di Accoglienza Straordinaria) presente nella vallata del Savio si trova proprio nella città plautina. Va ricordato che i Cas, strutture individuate dalla Prefettura per la momentanea accoglienza con servizi alla persona sono comprensivi di mediazione culturale, assistenza sanitaria specifica, assistenza sociale e psicologica, orientamento al lavoro.

Sindaco Enrico Cangini, come mai l’esigenza di strutturare l’accoglienza a Sarsina?

"In primis per rispondere ad una necessità e ad una chiamata del prefetto Antonio Corona che ha chiesto a noi sindaci di mettere a disposizione strutture pubbliche per l’accoglienza delle popolazioni ucraine. Abbiamo assistito ad una grande generosità da parte di alcune famiglie del luogo che hanno dato disponibilità all’accoglienza, ma non sine die".

Ovvero?

"Il protrarsi della guerra ha determinato una situazione rispetto alla quale le famiglie che hanno accolto cittadini ucraini per diverse settimane, non sono più in grado di tenerli presso il loro domicilio, ed hanno necessità di ricollocarli altrove. In tal senso l’Unione dei Comuni Valle del Savio ha ritenuto di ampliare la rete dei centri di accoglienza utilizzando nel nostro caso, la Misericordia Valle del Savio quale soggetto gestore".

L’accoglienza avviene nell’ ostello nominato ’Casa Europa’, un nome calzante

"In effetti lo è. In origine l’immobile era sede delle scuole della frazione di Turrito. Poi negli anni ‘90, a seguito dell’accorpamento delle scuole nel capoluogo, è stato trasformato in ostello con fondi europei raccolti dall’allora sindaco (dal ‘95 al ‘99) Lucio Cangini. Recentemente riqualificato a costo zero grazie alla generosità di cittadini e volontari, per anni è stato utilizzato per accogliere a Sarsina le delegazioni dei comuni gemellati di Lezoux, Lopik , Grebenstein. Da qui il nome ’Casa Europa’ che oggi è evocativo rispetto alla situazione attuale che vede l’Ucraina aspirare all’ingresso nella casa Europea fatta di principi liberali e democratici".

Quanti profughi state ospitando attualmente?

"Attualmente l’immobile è occupato da 18 persone, ma si può arrivare a 21. Principalmente madri con minori già inseriti nelle scuole del territorio. Stiamo cercando anche di attivarci per organizzare lezioni di lingua e stiamo favorendo alcuni inserimenti lavorativi. Gran parte di queste persone vogliono tornare prima possibile nel loro paese d’origine, però il prolungarsi del conflitto li costringe ad una permanenza dignitosa e autonoma nel medio-lungo termine".

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