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1 giu 2022

"Profughi ucraini, urgono aiuti economici"

Don Romaniuk, assistente spirituale, sentito in commissione consiliare: "In tanti mi dicono: non abbiamo soldi per i nostri figli"

1 giu 2022

Sette cittadini ucraini su dieci hanno bisogno di un aiuto economico. Questo uno degli elementi emersi con un sondaggio (al quale hanno risposto però solo 22 persone), i cui risultati sono stati resi noti ieri in commissione consiliare da don Vasyl Romaniuk, assistente spirituale degli ucraini greco-cattolici della Diocesi di Forlì-Bertinoro.

Tema all’ordine del giorno era proprio quello dei profughi ucraini arrivati a Forlì. "Al di là del sondaggio – ha aggiunto il religioso –, ho sentito forte l’esigenza delle persone di avere un aiuto economico. In tanti mi hanno detto che i soldi sono finiti e che non possono comprare le cose per i propri figli".

Un aiuto potrebbe arrivare dal fondo da 50mila euro costituito (in parti uguali) dalla Diocesi e dalla Fondazione Cassa dei Risparmi. Il flusso di cittadini ucraini a Forlì, parola dell’assessore al welfare, Rosaria Tassinari, "si è interrotto da qualche giorno". Al momento in città sono presenti 142 nuclei familiari, per complessivi 272 persone (164 minori e 108 adulti). Per quanto riguarda i Cas (Centri accoglienza straordinaria), in provincia ospitano 90 persone, 36 delle quali nel nostro territorio (18 a Forlì, altrettanti a Santa Sofia). Nel complesso "non c’è, al momento, preoccupazione. Gli ucraini si sono integrati". Le cose potrebbero peggiorare quando le temperature scenderanno, come ha fatto capire Filippo Monari, direttore Caritas della Diocesi di Forlì-Bertinoro. "Prevediamo nuovi flussi in autunno – ha dichiarato –. Registriamo richieste da parte delle famiglie di far frequentare ai figli i centri estivi. Richieste che sono da supportare".

Monari ha informato che è stato attivato un centro di accoglienza da 25 posti al Monastero del Corpus Domini, in piazza Ordelaffi; la struttura ospita al momento una mamma ucraina con la figlia di pochi mesi. La Caritas si occupa di soddisfare le esigenze alimentari di 330 persone. Capitolo scuola: sono bassi i numeri dei ragazzi che hanno chiesto di entrare nel sistema educativo nostrano. Il motivo, come confermato da vari relatori, incluse Susi Olivetti, dirigente del liceo scientifico Fulcieri Paulucci di Calboli e l’assessore comunale all’istruzione, Paola Casara, è che tanti ucraini sono riusciti a terminare il proprio percorso di studi, a dispetto della guerra, utilizzando la didattica a distanza. Casara ha ricordato che il Comune ha garantito, con propri fondi, "la completa gratuità ai ragazzi ucraini per servizi quali rette scolastiche, mense, trasporti, pre e post scuola". Risultano iscritti alle scuole cittadine 40 studenti (15 alle medie, 19 alle elementari e 6 a altrettante scuole dell’infanzia, queste ultime private), che diventano 72 se consideriamo anche il comprensorio (il gruppo più consistente, 13, studia all’Istituto comprensivo Valle del Montone a Castrocaro).

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