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19 giu 2022

Pronto soccorso, code e disagi "Mancano 80 medici in Romagna"

La direttrice Francesconi: "Situazione sempre più difficile, ma non arruoleremo le cooperative private". L’Ausl riconosce a chi lavora nel reparto d’emergenza 6mila euro in più all’anno: ancora non basta

19 giu 2022
manuel spadazzi
Cronaca
Due operatori del 118 al triage del Pronto Soccorso dell’ospedale Pierantoni-Morgagni (Frasca)
Due operatori del 118 al triage del Pronto Soccorso dell’ospedale Pierantoni-Morgagni (Frasca)
Due operatori del 118 al triage del Pronto Soccorso dell’ospedale Pierantoni-Morgagni (Frasca)
Due operatori del 118 al triage del Pronto Soccorso dell’ospedale Pierantoni-Morgagni (Frasca)
Due operatori del 118 al triage del Pronto Soccorso dell’ospedale Pierantoni-Morgagni (Frasca)
Due operatori del 118 al triage del Pronto Soccorso dell’ospedale Pierantoni-Morgagni (Frasca)

di Manuel Spadazzi

La sanità è uscita ormai dall’emergenza Covid ma non accenna a sparire un’altra problematica, quella dell’affollamento dei reparti d’emergenza degli ospedali: una costante in tutta la Romagna.

A oggi quanti medici mancano all’appello, tra il 118 e i vari Pronto soccorso della Romagna?

"L’organico dovrebbe essere di 250 dottori, compresi quelli del 118. A oggi in servizio ne abbiamo 170. Significa che in Romagna manca un’ottantina di medici – allarga le braccia Raffaella Francesconi, che dirige il Pronto soccorso di Cesena e il programma emergenza urgenza di Ausl Romagna – I problemi di organico non riguardano solo noi, la carenza di medici nei Pronto soccorso è un’emergenza nazionale. Sono stati fatti concorsi su concorsi, la verità è che non si trovano professionisti. La situazione è molto delicata e costringe il personale a turni più serrati e a un maggiore impegno".

In altre Ausl della regione verranno reclutati i rinforzi attraverso cooperative private. Accadrà anche qui?

"No. Come Ausl Romagna abbiamo puntato su scelte organizzative diverse per affrontare le criticità: gli incentivi per i professionisti che lavorano in Pronto soccorso, parliamo di 6mila euro in più annui, e alcune riorganizzazioni interne. Inoltre in vari territori della Romagna, dove è stato possibile, abbiamo ’arruolato’ i dottori della guardia medica per i pazienti meno gravi. E con l’ultimo concorso, siamo riusciti a reperire altri 8 medici".

Quando inizieranno?

"Sono professionisti che lavorano per altre Ausl, sono in corso le pratiche di trasferimento. Ma ci vorrà tempo. Intanto cerchiamo di affrontare la situazione come possiamo, con grande sforzo da parte di tutti".

A Rimini presto aprirà al Pronto soccorso un ambulatorio infermieristico, per ridurre le attese dei pazienti. L’esperimento sarà replicato altrove?

"Non può essere l’unica soluzione, ma va tenuta in considerazione insieme ad altre scelte organizzative per cercare di ridurre il sovraffollamento e le code nei Pronto soccorso".

A Cesena un paziente ultraottantenne ha dovuto attendere per dieci ore...

"Ci scusiamo con i pazienti per i disagi. Noi ce la mettiamo tutta per visitare e assistere tutti nel più breve tempo possibile. Purtroppo i tempi d’attesa aumentano anche perché, negli ultimi mesi, sempre più persone si rivolgono al Pronto soccorso, anche per le patologie non gravi".

Come si esce dall’emergenza?

"Continuando a reclutare medici e creando nuovi percorsi, alternativi al Pronto soccorso, per quei pazienti meno gravi. Per questo va potenziata la rete assistenziale territoriale".

© Riproduzione riservata

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