Quotidiano Nazionale logo
20 apr 2022

"Quattro nuove leggi per l’ambiente"

Le associazioni forlivesi raccolgono firme: "La Regione fa troppo poco per energia, acqua, suolo e rifiuti"

Le associazioni puntano alla salvaguardia delle risorse naturali e ambientali
Le associazioni puntano alla salvaguardia delle risorse naturali e ambientali
Le associazioni puntano alla salvaguardia delle risorse naturali e ambientali

Energia, acqua, consumo di suolo e rifiuti. Sono queste le tematiche delle quattro proposte di legge di iniziativa popolare rivolte alla Regione promosse dalle associazioni ed enti che fanno parte della Rete per l’Emergenza Climatica e Ambientale e di Legambiente Emilia Romagna. "Le quattro proposte – commentano i promotori forlivesi, cioè le associazioni che fanno parte del Tavolo delle Associazioni Ambientaliste di Forlì – sono assolutamente coerenti con il tempo che stiamo vivendo. Nascono da un percorso iniziato nel momento della firma del Patto per il lavoro e il clima promosso dalla Giunta regionale nel dicembre 2020, sottoscritto da molte organizzazioni e associazioni, a partire da quelle sindacali e imprenditoriali. Quel Patto enunciava obiettivi ambiziosi: il passaggio alle energie rinnovabili al 100% nel 2035 e l’azzeramento delle emissioni climalteranti al 2050".

Obiettivi che, sempre secondo i promotori, non sono poi stati supportati da interventi coerenti da parte della Regione, anzi: "Ancora oggi – spiegano – sono continuamente contraddetti dalle scelte del governo regionale. Prevale ancora una logica puramente economicista e produttivista, tendente esclusivamente alla crescita quantitativa del Pil, senza verificare cosa ciò comporti per il benessere dei cittadini e per la salvaguardia delle risorse naturali e ambientali. Secondo questa logica si deve continuare a costruire grandi opere autostradali, privatizzare i servizi pubblici, come quello idrico e della gestione dei rifiuti, produrre e distribuire in modo centralizzato e verticistico l’energia, privilegiando le fonti fossili rispetto a quelle rinnovabili".

Fra gli esempi portati di questa politica antitetica rispetto agli obiettivi del patto sono, in particolare, la scelta di portare avanti l’idea di estrarre più gas, "che non supporterebbe comunque il fabbisogno nazionale – ricordano i presidenti della associazioni – neanche per un anno". Nello specifico le quattro proposte si articolerebbero così: sull’acqua è previsto un intervento decisionale più vicino alla cittadinanza e agli enti locali, superando l’attuale gestione centralizzata regionale, mettendo l’accento sul ruolo fondamentale della gestione pubblica. La proposta di legge sui rifiuti si pone l’obiettivo di ridurre fortemente la loro produzione e quella dei rifiuti non riciclati, favorendo l’uscita dall’incenerimento nei prossimi anni. La proposta di legge sull’energia vuole dare forza a una pianificazione degli interventi per arrivare veramente alla copertura del 100% del fabbisogno energetico da fonti rinnovabili entro il 2035.

La proposta sul consumo di suolo dà priorità al riuso e alla rigenerazione urbana, anche attraverso un censimento degli edifici e delle aree dismesse, indicando la prospettiva del consumo di suolo zero come quella da realizzare concretamente.

A Forlì la raccolta delle firme – ne serviranno 5.000 su tutto il territorio regionale – inizierà il 22 aprile in piazza Saffi e proseguirà dalle 9 alle 12 in occasione del mercato del lunedì e del venerdì.

Matteo Bondi

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?