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6 apr 2022

"Ricette ‘virtuali’, si va avanti"

Lattuneddu (Federfarma): "Ci siamo battuti perché si continui a caricare le prescrizioni sulla tessera sanitaria"

Terminato a inizio mese lo stato di emergenza, i cittadini potranno continuare a ritirare in farmacia le medicine prescritte dal medico su ricetta dematerializzata, presentando la tessera sanitaria. Con questa decisione la Regione esclude il rischio per le persone di dover tornare a consegnare in farmacia la ricetta cartacea stampata dal medico di famiglia. Quanto deciso dalla Regione, spiega Alberto Lattuneddu, presidente di Federfarma provinciale e segretario regionale della stessa, "è il risultato di un estenuante lavoro da parte essenzialmente della nostra associazione".

Da quando era nell’aria che lo stato d’emergenza non sarebbe stato prorogato, Federfarma si è attivata "per mantenere la sola tessera sanitaria per il recupero delle prescrizioni ‘caricate’ dal proprio medico curante". Il sistema prescrittivo introdotto durante l’emergenza sanitaria "è stato gradito non solo dalla popolazione, ma anche dai medici di famiglia, che in questa maniera evitano un eccessivo consumo di carta e di toner per stampare la ricetta cartacea, nonché assembramenti presso i loro studi, finalizzati al ritiro delle sole prescrizioni".

Ne consegue che il medico curante "dovrebbe avere una maggiore disponibilità di reperibilità, così da controllare i propri pazienti cronici e con pluripatologie". Al sistema di prescrizione attraverso la tessera sanitaria occorrono però correttivi: "Le soluzioni informatiche prospettate – spiega Lattuneddu – erano e sono molteplici, anche in base ad alcune esperienze più o meno felici di altre regioni".

Vanno evitate "inopportune ed illegali memorizzazioni del codice fiscale del cittadino-assistito che sono contro la legge, sia per il Garante della Privacy, sia per il codice penale". In Emilia Romagna si sta pensando a una forma di consenso "che il cittadino potrebbe fornire in farmacia in modalità una tantum – tra le ipotesi: o attraverso una firma o col Fascicolo sanitario elettronico – e che consentirebbe al medesimo cittadino l’utilizzo perpetuo della sola ed unica tessera sanitaria per scaricare le prescrizioni da parte del farmacista". In questa maniera verrebbe evitato di trasmettere con un sms al cittadino il pin o una password temporanea.

In questi giorni si terranno incontri con alcune software house che forniscono i gestionali utilizzati dalle farmacie e che a loro volta si interfacciano con altri portali regionali e nazionali. Come Federfarma "stiamo lavorando da mesi per verificare nei dettagli la migliore soluzione che possa rendere semplice la vita sanitaria dell’assistito, rispettando allo stesso tempo le norme civili, penali e della privacy".

Allo studio anche le modalità per delegare il rilascio del consenso da parte di una badante o caregiver. Ancora: "L’eventuale consenso potrebbe declinarsi in un ampliamento dei servizi in farmacia con, ad esempio, una presa in carico del paziente cronico e pre-cronico nonché con una effettiva e reale aderenza alla terapia. Tutto ciò contribuirebbe sostanzialmente ad una riduzione delle ospedalizzazioni e conseguentemente porterebbe altrettanto sostanzialmente ad una riduzione dei costi sanitari". Inoltre "noi farmacisti di comunità abbiamo ricevuto un positivo feedback da parte dei cittadini a favore della ricetta dematerializzata, specie da persone anziane". Insomma, emergenza o non emergenza, difficilmente si tornerà indietro al ritiro della ricetta cartacea del proprio medico di base.

Luca Bertaccini

© Riproduzione riservata

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