Forlì, 19 aprile 2015 - Ricordate? I salti acrobatici sulla barcaccia – rito di una disciplina metropolitana chiamata parkour – erano stati multati pochi mesi fa. Ieri il quadro era ben diverso: era stata organizzata un’iniziativa che desse modo agli stessi ragazzi di esprimersi. E, davanti agli occhi del sindaco, si è potuto constatare che non facevano niente di male. Naturalmente, senza scappatoie, il regolamento cittadino prevede la multa in casi analoghi. Ma va pur detto che stiamo parlando di un codice scritto 51 – cinquantuno – anni fa.

Si è detta favorevole a modificarlo la stessa Elena Fiore, comandante della polizia municipale che ha sanzionato gli acrobati. Prima morale di questa storia: bisogna che, nel rispetto della legalità, il buon senso cominci a battere la burocrazia. Qui e ora: appena si trova una stortura, la politica può e deve metterci mano. Secondo: questa storia ci costringe a chiederci se siamo accoglienti o chiusi verso i giovani. Benissimo Eataly e il San Domenico, ma sappiamo dedicare attenzione anche per un gruppo di ventenni? E’ un’apertura al futuro. O quei ragazzi salteranno la città a piedi pari, come la barcaccia.