Le indagini
Le indagini

Forlì, 3 marzo 2020 - Il 'cartellino giallo' di oltre un anno fa, emesso contro "misteriosi riti esoterici", oggi si fa rosso. Nel dicembre 2018 fu il tribunale ecclesiastico della diocesi di Forlì-Bertinoro ad emanare "l’ammonizione canonica" contro Mario Guerrini, pensionato 77enne forlivese che si autodefinì "in possesso di un dono" nonché fondatore di un gruppo di preghiera battezzato "Immacolata Concezione".

Oggi arriva invece l’ordinanza di un altro tribunale, quello dello Stato; il giudice per le indagini preliminari, Giorgio Di Giorgio, ha firmato il decreto di sequestro della casa "votiva" dell’uomo, in via Bacilina, nei pressi del ponte di Schiavonia, dove l’uomo riceveva i propri adepti. Ad eseguire il provvedimento – richiesto dal pm Lucia Spirito –, gli agenti della squadra mobile di Forlì.

Guerrini – secondo fonti di procura – risulta indagato, tra le altre ipotesi, di esercizio abusivo della professione e truffa. Il sequestro è arrivato per evitare "la reiterazione dei reati".

La casa posta sotto sequestro dalla magistratura (Frasca)
L’indagine su Guerrini imbocca quindi una svolta giudiziaria. Scattata poco dopo il provvedimento ecclesiastico per la denuncia di un ex accolito della congregazione fondata dal 77enne, l’indagine via via s’è arricchita di testimonianze e riscontri investigativi, tra cui intercettazioni telefoniche e ambientali, dalle quali sono scaturiti anche video che informazioni di procura definiscono "altamente probanti".
 

Secondo la ricostruzione dei detective, Guerrini avrebbe trattato i suoi "fedeli" al pari di "sudditi" o "pazienti", elargendo a loro presunte "terapie mediche". Una anno fa, sentito dal Carlino, Guerrini aveva precisato di dare "benedizioni agli appartenenti del gruppo di preghiera".

La diocesi, in sostanza, lo accusava di svolgere, senza autorizzazione, anche degli esorcismi. "Mai fatti", aveva tagliato corto il 77enne. "Io ho un dono avuto da Dio. Ma non so perché la diocesi ce l’abbia con me". Poi però ci fu la denuncia penale di un ex "fedele" del gruppo di preghiera. Mossa che mutò lo scenario. Ora la procura si avvia verso la chiusura delle indagini, anticamera della richiesta di processo. "Io – fu l’autodifesa di Guerrini – faccio sedute di pranoterapia e poi la domenica preghiamo per la pace nel mondo".