La mamma e la sorella di Sara Pedri con in mano la foto della ginecologa scomparsa
La mamma e la sorella di Sara Pedri con in mano la foto della ginecologa scomparsa

Forlì, 10 luglio 2021 - Non si ferma il terremoto nella sanità trentina provocato dalla scomparsa di Sara Pedri, 31enne ginecologa forlivese, sparita in un torrente (il corpo non è ancora stato ritrovato) il 4 marzo all'indomani delle sue dimissioni. Si è concluso infatti il lavoro della commissione d'inchiesta dell'Ausl, che ha sentito 110 persone in poche settimane: il lavoro è finito sul tavolo del direttore generale Pier Paolo Benetollo. Una nota dell'azienda parla di "fatti oggettivi" e una "situazione di reparto critica" che hanno reso "necessario" il trasferimento del primario di Ginecologia, il reparto di Sara, Saverio Tateo, e di un altro medico. 

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Tateo era stato rinnovato il 7 giugno, circostanza che in Trentino aveva sollevato polemiche. Così come il rientro dalle ferie (disposto quando era partita l'indagine interna) in corrispondenza con l'arrivo degli ispettori del Ministero della Sanità, pochi giorni fa. Da lunedì sarà assegnato a un'altra struttura e sostituito.

A suo carico anche un procedimento disciplinare dell'Ausl. Pochi giorni fa è emerso che Tateo aveva chiamato a colloquio Sara perché aveva perso peso. La stessa Sara, nella lettera di dimissioni, si rivolgeva a lui col beffardo titolo di "sovrano illuminato". Questa decisione, dice l'Ausl, è stata presa per "tutelare la serenità delle pazienti e degli operatori e il funzionamento del reparto". Da valutare se i "fatti oggettivi" rilevati dalla commissione interna possano avere rilevanza penale: al momento sulla scomparsa di Sara c'è un fascicolo senza né indagati né ipotesi di reato.