Sara Pedri, ginecologa 31enne scomparsa il 4 marzo
Sara Pedri, ginecologa 31enne scomparsa il 4 marzo

Forlì, 12 luglio 2021 - Non solo il primario Saverio Tateo: in seguito all’inchiesta interna dopo la scomparsa della ginecologa 31enne forlivese Sara Pedri, l’Ausl di Trento ha trasferito un altro "dirigente medico" (di cui, nella nota ufficiale, l’azienda non faceva il nome). Si tratta di Liliana Mereu, responsabile dell’Unità Semplice di Ginecologia, di fatto viceprimario. Come nel caso di Tateo, il trasferimento riguarda una professionista di spicco, autrice di circa cento pubblicazioni e membro della Esge, la società europea di ginecologica (ha un sito, www.lilianamereu.it). A Trento era anche capo dell’equipe chirurgica.

Ed è proprio in sala operatoria che è avvenuto un episodio al quale la famiglia di Sara attribuisce una certa importanza. A raccontarlo, sul Carlino del 24 giugno, è stato Guglielmo, il fidanzato di Sara: "Era dicembre. Mi raccontò di essere stata aggredita verbalmente da una stretta collaboratrice del primario che le diede uno schiaffo sulle mani, facendole cadere il bisturi, e che la cacciò dalla sala, mortificandola davanti a tutti". Anche se Sara "non ha mai fatto nomi" con Guglielmo, fonti vicine alla famiglia Pedri affermano che la dottoressa che colpì Sara era proprio Liliana Mereu. Potrebbe essere questo uno dei "fatti oggettivi" citati dall’Ausl di Trento che hanno portato all’allontanamento dei due medici (lui a Cavalese, lei a Rovereto). Il fidanzato di Sara, durante la prima fase delle indagini sulla scomparsa, ha raccontato questo episodio anche ai carabinieri.

Al momento, il fascicolo aperto dalla procura di Trento è privo di ipotesi di reato e non ci sono nomi sul registro degli indagati. Ovviamente, l’attività investigativa degli inquirenti è completamente disgiunta dalle decisioni dell’Ausl. Eppure, su quell’episodio si sarebbe soffermata anche la procura. La pm Licia Scagliarini avrebbe ricostruito la vicenda dello schiaffo, sentendo anche alcuni testimoni: colleghi di Sara che erano con lei in sala operatoria quel giorno.

Da quel momento in poi – concordano diverse testimonianze – Sara percepì un clima sempre peggiore: il mese successivo capitò che fosse trattenuta in ospedale a fine turno pur senza ricevere alcun compito specifico; iniziò a perdere peso, ben sei chili, circostanza che spinse il primario a chiamarla a colloquio; a febbraio, il medico di famiglia le prescrisse 14 giorni di riposo per "stress lavorativo", ma Sara ne osservò solo a 7. Il 3 marzo le dimissioni e il 4 la scomparsa. Sul fatto che il clima in Ginecologia fosse difficile, concorda ora la stessa Ausl: "La situazione era critica". Al punto da allontanare il capo e il vice del reparto. Sul Corriere del Trentino , ieri Mereu ha detto solo "di aver sentito troppe cose vomitevoli sui giornali".