Il Ministero della Salute ha deciso di inviare gli ispettori all’ospedale Santa Chiara di Trento, per fare chiarezza sui motivi della scomparsa di Sara Pedri, la 31enne ginecologa forlivese che ha perdere le proprie tracce il 4 marzo dopo aver abbandonato la propria auto vicino a un ponte sul torrente Noce a Mostizzolo, al confine tra Cis e Cles. Per la famiglia di Sara la sua scomparsa è dovuta al mobbing subìto in ospedale, parola che la stessa dottoressa ha utilizzato in un messaggio vocale alla sorella acquisito dai carabinieri. I funzionari del ministro della...

Il Ministero della Salute ha deciso di inviare gli ispettori all’ospedale Santa Chiara di Trento, per fare chiarezza sui motivi della scomparsa di Sara Pedri, la 31enne ginecologa forlivese che ha perdere le proprie tracce il 4 marzo dopo aver abbandonato la propria auto vicino a un ponte sul torrente Noce a Mostizzolo, al confine tra Cis e Cles. Per la famiglia di Sara la sua scomparsa è dovuta al mobbing subìto in ospedale, parola che la stessa dottoressa ha utilizzato in un messaggio vocale alla sorella acquisito dai carabinieri.

I funzionari del ministro della Salute, Roberto Speranza saranno a Trento dal 6 all’8 luglio per effettuare gli approfondimenti del caso. A sollecitarne l’arrivo con una interrogazione alla Camera e al Senato, sono stati i parlamentari di Italia Viva Marco Di Maio e la collega Donatella Conzatti. "Non era mai accaduto che il ministero inviasse a Trento i propri ispettori – spiega il deputato forlivese – e questo va segnalato come un atto di sensibilità, che risponde alle sollecitazioni che abbiamo avanzato con gli atti formali depositati a Montecitorio e Palazzo Madama, raccogliendo le richieste di molte persone. La delegazione ministeriale parlerà con le persone, acquisirà materiale, raccoglierà informazioni utili per comprendere cosa succede in quel reparto dove oltre undici persone si sono dimesse in due anni. L’ultima in ordine di tempo la nostra Sara Pedri, che ha lasciato l’incarico il giorno prima di scomparire".

L’altra novità della giornata di ieri è che il direttore generale dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento, Pier Paolo Benetollo, ha rimesso il proprio mandato nella mani dell’assessora alla salute Stefania Segnana. Lo ha comunicato in conferenza stampa il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti. "Fin dall’inizio della vicenda della scomparsa della ginecologa Sara Pedri – ha detto Fugatti – la Provincia ha richiesto chiarezza, e nella tarda serata di giovedì il dottor Benetollo ha informato l’assessorato di una situazione della quale assessorato e Giunta fino a ieri non erano a conoscenza". Questa informazione tardiva "riguarda il fatto che il 7 giugno scorso, all’interno di una serie di delibere che l’Azienda sanitaria ha approvato, ce n’è una in cui vi sono una decina di rinnovi di incarichi di medici. Tra questi c’è anche il direttore dell’Unità di ginecologia e ostetricia dell’ospedale Santa Chiara di Trento". Ovvero Saverio Tateo, che dovrebbe tornare dalle ferie – disposte dall’azienda durante l’inchiesta interna – la prossima settimana riprendendo il suo posto nel reparto che fu di Sara. Di questa notizia la Provincia è venuta a conoscenza solo giovedì: da qui le dimissioni. Fugatti si è detto favorevole all’invio all’ospedale Santa Chiara degli ispettori del ministero, annunciando poi che fra pochi giorni la commissione d’inchiesta interna terminerà i lavori.