Forlì, 11 settembre 2018 - Alla prima campanella, ieri mattina, nessuno è stato rimandato a casa. Sono solo dieci le famiglie forlivesi, i cui figli sono a rischio di sospensione, perché a tutt’oggi non hanno prodotto la documentazione richiesta. «Appena una decina di casi su circa 1.200 bimbi iscritti ai nidi e alle scuole per l’infanzia comunali», dice Patrizia Zanobi, dirigente comunale del servizio Scuola e Sport.

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«Non risultano criticità nelle scuole forlivesi», conferma Giuseppe Pedrielli, direttore dell’ufficio scolastico di Forlì-Cesena e Rimini. Le 70 lettere che furono spedite a luglio ai genitori dei bimbi non ancora vaccinati hanno sortito un primo obiettivo: gran parte ha provveduto alla profilassi oppure ha già un appuntamento concordato con un ambulatorio dell’Ausl. Il punto è che si attendono le mosse del governo. Nei giorni scorsi si sono lette dichiarazioni non sempre univoche e si aspetta l’emendamento al cosiddetto Milleproroghe – potrebbe uscire già oggi o domani – per dirimere la situazione.

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In sostanza: se la legge Lorenzin, tuttora in vigore, non sarà modificata, occorre che i bimbi siano vaccinati o abbiano un incontro già stabilito con l’ambulatorio. Se no, verranno sospesi. «Ma può anche darsi che siano accettate le autodichiarazioni delle famiglie, che secondo quanto apparso nei giorni scorsi sulla stampa – continua Zanobi – avranno validità fino al 10 marzo. Noi comunque dobbiamo basarci su dati certi, anche per non creare ulteriore confusione ai genitori, quindi stiamo fermi. I bambini entrano a scuola in modo scaglionato, qualcuno ha già iniziato, altri lo faranno il 17 settembre o anche dopo. Questo ci consente di vedere quale sarà la decisione del governo».