Forlimpopoli, 25 febbraio 2018 - Mirco Campri, dipendente 35enne del Comune di Forlimpopoli e presidente dell’Ente Folkloristico Forlimpopolese.

Quando è iniziata questa storia?

«Il 18 ottobre dello scorso anno. Abbiamo scritto una lettera al Comune di Forlimpopoli nella quale chiedevamo come potevamo comportarci in merito alle varie normative di sicurezza che erano uscite nel corso degli anni, anche perché alcune, come l’antiterrorismo, chiedevano adempimenti potenzialmente pressanti».

Pressanti nel senso di onerosi economicamente?

«Sì, ogni adempimento è teoricamente fattibile, ma ha un costo e le nostre risorse fatte da sponsor e contributi comunali e del luna park non sono infinite. Avevamo bisogno di sapere come comportarci per avere il tempo di adempiere e prevedere costi».

Il Comune cosa vi ha risposto?

«Non ci ha risposto, tanto che il 5 dicembre abbiamo mandato una seconda lettera nella quale, oltre a chiedere le stesse cose, dicevamo che se non avessimo avuto risposta ci saremmo sentiti esonerati dal dover organizzare la manifestazione».

Quindi è colpa del Comune?

«I contatti con gli amministratori li abbiamo sempre tenuti, sia il sindaco che l’assessore Adriano Bonetti ci hanno sempre spronati a proseguire, che tutto sarebbe andato bene come gli scorsi anni. Credo si sia dato per scontato che siccome è sempre andato tutto bene, anche quest’anno non avrebbe fatto eccezione».

Cosa è andato male quindi?

«La prima commissione di vigilanza, che ha preso in esame il nostro progetto di manifestazione, si è riunita il 15 febbraio, la festa parte il 10 marzo. In questa riunione è stato fatto notare dai vigili del fuoco che la manifestazione non prevede un afflusso sotto le 5000 persone, come avevamo erroneamente segnato noi, ma superiore, con relativo innalzamento delle norme antincendio. Inoltre c’erano i new jersey da posizionare a ingresso strade al posto delle solite transenne, più ambulanze della solita una che era sempre bastata, più servizio d’ordine».

E questo è un problema?

«Sì, avremmo dovuto pagare circa 15.000 euro in più del previsto. A neanche un mese dalla sfilata abbiamo deciso di fermarci».

Quindi avevate già deciso di non fare la sfilata?

«No. Eravamo nel momento finale, nel quale si ordinano i coriandoli, i dolci da lanciare, i costumi per i carri, in pratica in cui si spendono molti soldi, e in questo clima di incertezza ci siamo fermati cercando di capire se e come potevamo far fronte alle norme e se queste fossero ‘trattabili’».

Ed erano trattabili?

«Io e il sindaco abbiamo iniziato una serie di incontri e alla fine molte deroghe sono arrivate, ma troppo tardi. Ho consultato i consiglieri dell’Ente e abbiamo constatato che non riuscivamo più a completare i carri, a riprendere gli ordini sospesi».

La Segavecchia si farà ancora?

«I carri sono quasi pronti, è nostra intenzione usare questo anno sabbatico per andare a fondo della questione norme di sicurezza per essere pronti dal prossimo anno e per gli anni futuri con le sfilate».

Quest’anno cosa si farà?

«Il luna park, il mercato, gli altri spettacoli a contorno e vedremo comunque di organizzare qualcosa nelle due domeniche, qualcosa che non preveda la sfilata dei carri però. Intanto questa mattina alle 10,30 in sala del consiglio ci sarà un incontro pubblico».