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28 lug 2022

Solfrini, 10 anni fa la morte di Sla L’omaggio degli amici del calcio

Ex professionisti, amatori e familiari: pellegrinaggio sulla tomba a Fiumana di Predappio e al campo sportivo

28 lug 2022
franco pardolesi
Cronaca

di Franco Pardolesi

Impossibile dimenticare ‘Il Moro’. A dieci anni dalla scomparsa del calciatore professionista Moreno Solfrini i compagni e gli amici di sempre della frazione di Fiumana di Predappio hanno voluto ricordare l’indimenticabile centrocampista con una maglia con quel numero 8 che ha portato sulle spalle dal 1980 al 1993 nel corso della sua carriera. Su quella maglia, appesa all’entrata del campo sportivo comunale di Fiumana, le firme dei suoi compagni: quelli dell’indimenticabile vittoria della stagione 1997-98 quando la squadra del Fiumana si impose nel campionato Arci Uisp.

Purtroppo Solfrini è stato stroncato a soli 53 anni dalla terribile Sla, sigla che identifica la malattia nota come Sclerosi laterale amiotrofica. Una tragedia che per tanti ha lasciato un segno indelebile. A tal punto che nei giorni scorsi gli amici e i familiari del calciatore si sono recati per una visita al cimitero, e poi, con un gesto simbolico, al campo sportivo della sua Fiumana.

Solfrini, dopo i primi anni nel Forlimpopoli, è stato un ottimo centrocampista, con una spiccata propensione per il gol. Si era costruito una carriera nel pallone che conta tra serie B, col Barletta, e serie C con i colori di Sambenedettese, Casertana, Teramo, Mestre, Cattolica e Modena per un totale di 393 presenze e 55 reti. "Abbiamo voluto ricordare il nostro compagno Moreno – racconta Marco Cimatti, per tutti semplicemente ‘il Secco’ – a dieci anni dalla sua scomparsa con la maglia e il suo numero per ricordare una persona speciale e dai grandi valori che ha onorato la nostra comunità. Con noi, sulla sua tomba c’erano anche la moglie Serena con la figlia Sarah e la sorella Fausta".

Nel commosso ricordo del fraterno amico, Cimatti il racconto di quando Moreno Solfrini, chiusa la carriera professionistica, tornò alle origini nelle vesti di allenatore-giocatore della Fiumanese calandosi con grande naturalezza nella realtà sportiva amatoriale: "La sua grande umiltà e semplicità fece la differenza. Dopo un secondo posto nel campionato Uisp, al quale partecipavano un cinquantina di squadre molte delle quali schieravano diversi giocatori di ottimo livello, centrammo il primo posto nel 1997-1998 davanti a squadroni come la Cibox e il Circolo Gamberini che battemmo per 1-0 nella finale. Quella sera, allo stadio Morgagni, c’erano oltre mille spettatori con mezza Fiumana sugli spalti. In quell’occasione Solfrini preferì partire dalla panchina per non togliere spazio a chi, su quel campo, aveva l’unica possibilità di giocare. Poi nella ripresa entrò e dal suo piede partì l’azione del gol della vittoria. Moreno sosteneva che per ottenere qualsiasi risultato era importante farlo tutti assieme: dal miglior giocatore al magazziniere".

Ieri a far visita alla tomba di Solfrini ci sono stati anche tanti compagni della sua carriera professionistica. Una volta appesi gli scarpini al chiodo, aveva intrapreso una nuova esperienza come procuratore sportivo assieme all’amico forlivese Alberto Bergossi: uno dei pochi ad avere il permesso di visitare l’ex calciatore durante i sette anni nei quali Solfrini ha combattuto, con grande dignità, contro la malattia che lo ha portato via dalla vita di tante persone care. Ma non dal loro ricordo.

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