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Forlì, le suore di clausura catturano il ladro delle offerte

Arrestato un 30enne: la clarisse di San Biagio hanno subito serrato il cancello automatico

Ultimo aggiornamento il 11 settembre 2018 alle 13:19
Suore di clausura

Forlì, 11 settembre 2018 - Se lo aspettavano. E sapevano, nel caso, cosa fare, da navigate detective. Sapevano che prima o poi sarebbe tornato, il ladro. Eccolo. Sono le 13 di ieri. Il ladruncolo s’affretta verso le offerte. Afferra qualcosa (qualche euro dicono i verbali d’arresto). Ma il piano di autodifesa scatta inesorabile: una suora aziona il cancello automatico che racchiude il cortiletto della chiesa e il gioco è fatto: il ladro è in trappola. Bloccato dalle clarisse di clausura del monastero di piazzetta don Pietro Garbin, a due passi dalla chiesa di San Biagio e dall’omonima piazza.

Dopo una telefonata al 112, ecco i carabinieri, che arrestano in flagrante il tipo, un 30enne italiano con cronici problemi di tossicodipendenza. Azione fulminea. Anche perché i militari del nucleo operativo e radiomobile s’erano accordati in precedenza con le monache. Il 23 e il 24 agosto, e il 6 settembre, dalla cassetta delle offerte della basilica della Madonna delle Grazie, di fianco al monastero, s’erano consumate altrettante sparizioni. Soldi svaniti nel nulla dalla piccola cattedrale, di fianco al monastero. Alla pieve si accede da via San Giovanni Bosco, attraverso un cortiletto, perimetrato da un cancello; ma non solo.

Per difendere i loro cari luoghi di culto e di preghiera, la clarisse si sono attrezzate di tutto punto. Oltre alla cancellata e alla chiusura elettrica, la badia cittadina è munita di un sistema di videosorveglianza che nei raid di agosto e settembre aveva bollato nei video una sagoma fosca, non identificabile, che in pochi istanti aveva fatto razzìa delle offerte dei fedeli nella cassetta della piccola abbazia della Madonna delle Grazie, chiesetta alla quale le sorelle accedono dal convento, e che ogni giorno apre ai devoti fin dalla funzione religiosa del mattino presto.

I militari s’erano accordati con le suore. «Al prossimo attacco, chiamateci immediatamente. Tanto lo rifarà», avevano detto i carabinieri. Le religiose – presenti in città da quasi ottocento anni, oggi rimaste in otto – per giorni hanno così quasi ‘atteso’ lo sconosciuto. Pure loro erano certe che tornasse. Il luogo è accessibile. E i furti (di pochi spicci) erano sempre andati a buon fine, per il bandito. La fede e la fiducia vengono ripagate: l’allerta scatta ieri, dopo pranzo. Il tizio arriva, s’infila nel tempietto. Arraffa le offerte. Le suore allertano i carabinieri. Il cancello viene subito chiuso. La trappola delle suore è scattata. «Tutto questo per pochi spiccioli!» grida l’uomo mentre viene arrestato dai carabinieri.

ma. bur.

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