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16 apr 2022

Tornano tutti i riti, stasera veglia e messa

Oggi le chiese saranno aperte tutto il giorno. Quest’anno la liturgia serale comincerà all’esterno con la benedizione del fuoco nuovo

Stasera alle 21 la veglia pasquale in Cattedrale sarà presieduta da mons. Livio Corazza (foto Frasca)
Stasera alle 21 la veglia pasquale in Cattedrale sarà presieduta da mons. Livio Corazza (foto Frasca)
Stasera alle 21 la veglia pasquale in Cattedrale sarà presieduta da mons. Livio Corazza (foto Frasca)

Oggi, Sabato Santo, durante il giorno le chiese sono aperte per le confessioni e la tradizionale benedizione delle uova che i fedeli porteranno e terranno in mano oppure appoggeranno nel luogo predisposto in chiesa. Alle 21 in Cattedrale il vescovo, mons. Livio Corazza, presiederà la veglia pasquale e la messa della Resurrezione che quest’anno, con la fine dell’emergenza sanitaria, si svolgerà con i riti e le parti della celebrazione che nei due anni scorsi non si poterono effettuare per le norme anti-Covid.

La liturgia, quest’anno, prevede così che all’inizio nella chiesa siano spente tutte le luci e la preghiera cominci all’esterno con la benedizione del fuoco nuovo da cui sarà acceso il cero pasquale, simbolo di Gesù risorto, con il quale il vescovo entrerà poi in chiesa precedendo i fedeli. Dopo la proclamazione dell’Exultet, l’antico inno cristiano che annuncia la resurrezione di Gesù, ci saranno le letture di vari passi della Sacra Scrittura e, al canto del Gloria, suoneranno a distesa le campane, legate e ferme dalla sera del Giovedì Santo. Al termine dell’omelia il vescovo benedirà l’acqua, simbolo della vita nuova di Cristo, e rinnoverà con i fedeli le promesse battesimali.

Domani, giorno di Pasqua, mons. Corazza presiederà la messa della Resurrezione alle 8.30 in Duomo a Forlì e alle 11, con diretta su Teleromagna, nella Concattedrale di Bertinoro, Tutte le celebrazioni si svolgeranno nel rispetto delle norme di sicurezza anti-Covid. Nel messaggio ai fedeli della diocesi pubblicato sul settimanale ’Il Momento’ mons. Corazza ha scritto tra l’altro: "Il giorno di Pasqua è finalmente arrivato. Cosa significa per coloro che sono morti nella martoriata terra Ucraina o nelle tante terre travolte dall’odio che porta con sé ogni conflitto armato? Cosa per le popolazioni dell’Eritrea, dello Yemen, della Siria, del Congo. Milioni di profughi e di sfollati e migliaia i morti. Tutti tratteniamo il respiro di fronte agli orrori e davanti alle incertezze per il futuro. Una Via Crucis infinita, una Pasqua che sembra non arrivare mai. Ma Cristo è già risorto. L’alba non è ancora spuntata, ma la pietra è già stata ribaltata".

E poi concludendo ha ancora aggiunto che "solo Cristo è la nostra salvezza, il Cristo di Maddalena, di Pietro e di Giovanni, di Francesco, di Benedetta, Clelia, Annalena, don Pippo, Serafina, dei risorti di ieri e di oggi. Sarà ancora Pasqua, se Cristo risorge in te e tu corri ad annunciarlo ad altri. Se non rimane nella tomba delle nostre paure e angosce, nel buio dei nostri cenacoli chiusi, aprendosi invece alla pace che diventa pane per tutti. Allora sì, buona Pasqua! Cristo è risorto! Altri lo hanno accolto e la loro vita è cambiata. Ora tocca a te!".

Alessandro Rondoni

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