La polemica scorre nell’etere, sul colle. E’ stata richiesta, infatti, l’installazione di tre antenne, che serviranno per la tecnologia 5G, all’interno del territorio del comune di Bertinoro da parte di una compagnia telefonica. Gli atti, pubblicati presso l’albo pretorio del Comune dal 9 giugno, sono stati poi divulgati tramite il sito internet giovedì scorso, scatenando la protesta vibrante di vari cittadini, preoccupati per i presunti effetti negativi per la salute da parte di questo tipo di onde elettromagnetiche. Alcuni bertinoresi si sono recati venerdì presso gli uffici comunali per avere maggiori delucidazioni, anche perché nei...

La polemica scorre nell’etere, sul colle. E’ stata richiesta, infatti, l’installazione di tre antenne, che serviranno per la tecnologia 5G, all’interno del territorio del comune di Bertinoro da parte di una compagnia telefonica. Gli atti, pubblicati presso l’albo pretorio del Comune dal 9 giugno, sono stati poi divulgati tramite il sito internet giovedì scorso, scatenando la protesta vibrante di vari cittadini, preoccupati per i presunti effetti negativi per la salute da parte di questo tipo di onde elettromagnetiche.

Alcuni bertinoresi si sono recati venerdì presso gli uffici comunali per avere maggiori delucidazioni, anche perché nei documenti c’è scritto che si ha tempo venti giorni per eventuali osservazioni da parte dei cittadini, un termine che scade ufficialmente domani. "La risposta da parte dell’addetta del Comune – spiega Noemi Zucchi, residente a Bertinoro e in contatto con la rete Stop 5G in Romagna – è stata che serve un accesso agli atti. Una procedura che può richiedere fino a 30 giorni di tempo, vanificando così qualsiasi tentativo di opporsi all’installazione delle stesse antenne".

Ha cercato così di spiegare la situazione l’assessora all’ambiente Sara Londrillo con una nota emessa ieri: "La richiesta – spiega – prevede di installare le antenne in via Bagalona, in via Monte Fratta e in via Colombarone. Queste antenne non potrebbero trasmettere per il 5G a 700 Mhz prima di luglio 2022, quando si libereranno le frequenze attualmente utilizzate dal digitale terrestre. Fino ad allora gli impianti servirebbero solo per altre tecnologie già in uso".

L’assessora precisa però che il Comune sta valutando molto attentamente la situazione, anche se di fatto "i Comuni non possono impedire l’installazione delle antenne perché, in base al decreto legislativo n.2592003 (Codice delle Comunicazioni), le infrastrutture di reti pubbliche di comunicazione sono assimilate alle opere di urbanizzazione primaria. Pertanto spetta all’Arpae verificare che le emissioni elettromagnetiche siano a norma. Non ci sono elementi per cui questo tipo di istanza possa essere negata dalle amministrazioni locali in caso di parere favorevole dell’Arpae".

Le uniche rilevanze che i Comuni possono attuare sono di tipo urbanistico. "Infatti – prosegue sempre la Londrillo – stiamo valutando e abbiamo avviato, anche con l’aiuto di un legale, tutti gli approfondimenti per comprendere quali strumenti può mettere in campo il Comune per bloccare l’installazione delle antenne". Per quanto riguarda invece le tempistiche per poter porre delle osservazioni, la Londrillo cerca di tranquillizzare gli animi. "Cercheremo di mettere a disposizione i documenti quanto prima – rassicura –, in ogni caso accoglieremo eventuali istanze dei cittadini anche oltre il termine stabilito. Il Comune dovrà dare una risposta per l’installazione a metà luglio. Nel frattempo chiederemo alla Regione e alle altre amministrazioni di procedere con studi approfonditi sugli effetti della tecnologia 5G sulla salute, in particolare per le onde millimetriche, e di applicare tutte le possibili misure per tutelarla".

I cittadini nel contempo stanno cercando di organizzare una raccolta firme per contrastare l’installazione delle antenne.

Matteo Bondi