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24 apr 2022

Tre opere, la ‘bici affardellata’ e un’intervista al duce a fine ’44

24 apr 2022

Nella sala sui cimeli e le opere artistiche risaltano tre opere di altrettanti futuristi e una curiosità tipicamente romagnola: la ‘bicicletta affardellata’ del Corpo dei bersaglieri, cioè con una specie di zaino a bordo che custodisce la mantella militare, il portafucile, le ruote piene e altri accessori; proviene dalla collezione storica privata Galileo Tassinari di Forlì. Le opere d’arte sono: Busto di Mussolini di Mario Sironi (periodo 1932-35), in materiale anghillite; ‘Futuristi’ di Thayaht (pseudonimo di Ernesto Michahelles), del 1929; ‘Profilo continuo del Duce’ (1933) dello scultore e ceramista Renato Bertelli.

Fra i tanti documenti, un passo del pensiero di Benito Mussolini tratto dall’introduzione all’Opera omnia dei suoi scritti, brano di un’intervista al Corriere della Sera dell’ottobre 1944. "Io – si legge – non ho creato il fascismo, l’ho tratto dall’inconscio degli italiani. Se non fosse stato così, non mi avrebbero seguito per venti anni. Mutevolissimo lo spirito degli italiani. Quando io non sarò più, sono sicuro che gli storici e gli psicologi si chiederanno come un uomo abbia potuto trascinarsi dietro per vent’anni un popolo come l’italiano... Altri potrà forse dominare con ferro e fuoco, non con il consenso, come ho fatto io".

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