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28 feb 2022
simone arminio
Cronaca
28 feb 2022

Ucraina, figlio morto in guerra. Badante sviene in piazza

La comunità sarsinate si stringe attorno a Lyuba, in Italia da una decina di anni. Riceve la tragica telefonata in piazza e perde i sensi, soccorsa dai passanti

28 feb 2022
simone arminio
Cronaca
La bandiera ucraina al municipio di Sarsina e, nel riquadro, il sindaco Enrico Cangini
La bandiera ucraina al municipio di Sarsina
La bandiera ucraina al municipio di Sarsina e, nel riquadro, il sindaco Enrico Cangini
La bandiera ucraina al municipio di Sarsina

Sarsina (Forlì-Cesena), 28 febbraio 2022 - "Tuo figlio non c’è più". Tutto lo strazio della guerra in Ucraina , sabato mattina ha invaso piazza Plauto, a Sarsina . Lo ha portato una videochiamata, rimbalzata concitata da così tanta distanza, con il telefono rimasto poi a gracchiare sul selciato mentre i passanti si prendevano cura della donna, accasciatasi per terra dopo quell’indicibile notizia. Lyubov, per tutti Lyuba , è a Sarsina da una decina d’anni. Da qualche tempo non fa più la badante, è in pensione anche lei, ma i suoi figli le hanno chiesto, per favore, di non tornare subito in Ucraina: troppo pericoloso, mamma, aspettiamo tempi migliori.

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Alla sua terra e a quei figli erano però ovviamente rivolte ovviamente le sue preoccupazioni anche sabato mattina, mentre attraversava la piazza diretta al bar, per fare colazione. Alla donna a un certo punto è squillato il telefono. Era una videochiamata. Le due voci, riportano i passanti, si sono accavallate e si sono fatte subito concitate, in un crescendo di urla e dolore , fermando il tempo della piazza e i respiri delle altre persone. Poi le dita di Lyuba hanno allentato la presa sul telefono e le ginocchia hanno smesso di funzionare. Si è accasciata a terra, subito soccorsa dai presenti, poi da carabinieri e vigili, in attesa dell’ambulanza.



Lyuba sta bene , è stata dimessa dal Bufalini e di lei si stanno occupando i volontari della Misericordia. Il nome da dare al suo strazio è una bomba arrivata improvvisa a squarciare la routine nella fabbrica dove lavorava suo figlio più piccolo, 36 anni. Sono i russi! Sono i russi! Il ragazzo è scappato come tutti dall’edificio e a quel punto, così hanno raccontato alla madre, lui e gli altri sono stati freddati in strada.
Per lui , per Lyuba e per il popolo ucraino, da sabato sul balcone del municipio della piccola città del Savio sventola la bandiera dell’Ucraina. "Azzurra come il cielo e gialla come i campi di grano, simbolo di pace e prosperità", scrive il Comune su sui canali ufficiali. "La guerra non è purtroppo lontana: poche ore fa abbiamo appreso di una nostra concittadina di origine Ucraina che, per via di questa guerra nefasta, ha subito un grave lutto. A lei tutta la comunità si stringe in questo momento di dolore".

Tra le persone in piazza, sabato mattina, c’era anche anche Lucio Cangini , ex sindaco e artista, che a quello strazio, inerte come tutti noi, più tardi nel suo studio ha dato la forma di un’installazione. Palazzi possenti e fragili come quelli delle città ucraine che ci restituiscono i tg in questi giorni. ’I monoliti precari della Democrazia’ l’ha intitolata. La Storia si ripete troppo spesso.

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