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28 apr 2022

Un murales per Artusi e i cappelletti

L’opera nel centro storico di Forlimpopoli la sta realizzando il noto street artist Cibo

matteo bondi
Cronaca
Cibo (un nome d’arte in ‘sintonia’ con l’iniziativa) davanti alla sua opera (Frasca)
Cibo (un nome d’arte in ‘sintonia’ con l’iniziativa) davanti alla sua opera (Frasca)
Cibo (un nome d’arte in ‘sintonia’ con l’iniziativa) davanti alla sua opera (Frasca)

di Matteo Bondi

Non poteva che essere di Cibo, il noto street artist che trasforma in opere d’arte appetitose i messaggi di odio che spesso deturpano i muri delle nostre belle città, il primo murales di Forlimpopoli dedicato, naturalmente, all’opera di Pellegrino Artusi. Un intero muro di una casa che si staglia verso il cielo e con questo si confonde quando il celeste prende il sopravvento. Il cielo che fa da sfondo all’opera di Cibo, al secolo Pier Paolo Spinazzè, mette in risalto la ricetta n. 7 di Artusi, ovvero ‘I cappelletti all’uso di Romagna’.

"Sono partito dal lavoro di ricerca dello stesso Artusi – spiega lo street artist –, dalle sue lettere, che ho voluto rappresentare anche nell’opera. Ci sono poi i cappelletti, a partire dagli ingredienti, passando per il metodo di chiusura, fino a entrare direttamente in pentola". Non poteva poi mancare la firma di Pellegrino Artusi a suggellare un’opera di impatto, un vero e proprio gioiello che inizia a far bella mostra di sé nella piazzetta della Staffette Partigiane, in pieno centro storico a due passi da Casa Artusi.

L’opera rientra nelle iniziative promosse dall’amministrazione comunale forlimpopolese in occasione del bicentenario della nascita del noto scrittore e gastronomo. Bicentenario che si è concluso lo scorso anno, ma che, essendo caduto in piena crisi pandemica, continua a regalare iniziative anche a distanza di mesi. L’arrivo del noto artista a Forlimpopoli si deve alla collaborazione con la Bonobolabo di Marco Miccoli di Ravenna, rivendita di materiali per street art e skateboard.

"Questo murales è una nuova importante ‘tessera’ – spiega la sindaca, Milena Garavini – del mosaico di Forlimpopoli come città artusiana che andiamo componendo, anche materialmente, nel centro storico con segni come la lapide dove sorgeva una volta la casa natale, la panchina letteraria in piazza Pompilio, le scritte luminose in via Saffi e via Sendi, il busto nel giardino della casa di riposo, oltre ovviamente a Casa Artusi. Cibo è un artista di fama e rilievo nazionali, ed è stato un piacere e un onore che abbia accettato di decorare una parete in città, creando un murales ad hoc dedicato alla ricetta iconica dei cappelletti di Romagna, ma riuscendo nel contempo, con la capacità di sintesi che solo l’arte sa avere, a raccontare anche del manuale e di come sia stato realizzato da Artusi attraverso gli scambi epistolari coi suoi lettori".

L’artista all’opera ha destato grande curiosità nelle persone, che hanno visto nascere, giorno dopo giorno, il murales. "In tanti si sono proposti di ospitarne anche loro – conclude la sindaca – nei loro muri ed è un’idea su cui stiamo ragionando".

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