Campus a Forlì
Campus a Forlì

Forlì, 3 luglio 2019 - Quanto conterebbe per Forlì accogliere gli studenti di Medicina? Lo spiega bene una frase che il nuovo sindaco Gian Luca Zattini (centrodestra) ha detto in campagna elettorale: «È un’opportunità che passa ogni mille anni e dobbiamo coglierla». E in effetti a Forlì se ne parla da oltre un anno. Uno dei primi a uscire allo scoperto è stato Roberto Pinza, presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi che è la vera e propria cassaforte della città (come sa bene chi ha visto le grandi mostre d’arte al San Domenico): insomma, sono in campo rapporti e risorse per fare tutto bene.

Certamente Forlì ha il campus come fiore all’occhiello: è già funzionante, ha iscritti in crescita (+4% nell’ultimo anno accademico) e un nuovo padiglione da completare a breve (costa 9,5 milioni di euro, soldi già stanziati). Gli spazi, assicurano, non sarebbero un problema: per gli specializzandi, anche l’ospedale avrebbe aule adeguate. Non solo: Forlì ha già coinvolto l’università nella sanità a vari livelli. Per esempio, Unibo è all’interno del consiglio d’amministrazione dell’Irst, l’istituto di ricerca sui tumori di Meldola. Inoltre, diversi dei nuovi medici dell’ospedale Pierantoni-Morgagni hanno l’abilitazione per insegnare all’università: a cominciare dal primario di Chirurgia Giorgio Ercolani e altri quattro membri del suo staff. Ce ne sono di ulteriori in altri reparti. Come dire che qui ci sarebbero già le competenze per iniziare, si aspettano solo gli studenti. Forlì non si spaventerebbe nemmeno di fronte alla prospettiva di dover pagare: «Mi impegno a mettere come prima cosa a bilancio i fondi per concludere l’operazione», diceva Zattini prima del voto. C’è un derby da vincere.