Forlì, 5 settembre 2018 - Noemi Zucchi, 39enne presidente del comitato ‘Libero per Tutti’ sulla libertà vaccinale, com’è la situazione?

«Sicuramente calda, ma bisogna chiarire che le famiglie aderenti al comitato, oltre 300 nel Forlivese, sono in regola: alla data del 10 luglio hanno presentato la documentazione prevista dalla legge nazionale».

L’autocertificazione?

«Prevista dalla legge Lorenzin, certifica il vero, cioè la richiesta di appuntamento per la vaccinazione all’Ausl o l’appuntamento stesso. Mai ci sogneremmo di certificare il falso, come a volte si è sentito dire. In Emilia Romagna esiste l’anagrafe vaccinale e si scoprirebbe il falso in due secondi».

La ‘confusione’ da cosa è dovuta?

«Alla decisione della giunta regionale dell’Emilia Romagna che vuole la data dell’appuntamento e, nel caso di non vaccinazione in tale data, prevede l’allontanamento del bambino da scuola».

Decisione che voi osteggiate.

«Naturalmente: la decisione di giunta è un atto amministrativo, esiste una legge nazionale e noi a quella ci rifacciamo».

Se un bambino nel frattempo venisse escluso da scuola, come reagireste?

«Con un’azione legale. Crediamo di essere nel giusto rispettando una legge nazionale, mentre l’esclusione dei bambini da parte delle scuole si prefigurerebbe come un abuso d’ufficio».

Ma voi osteggiate anche la legge nazionale, la legge Lorenzin...

«Sì, assolutamente. Ma noi siamo in regola perché abbiamo una posizione aperta con l’Ausl con richieste di appuntamenti, appuntamenti a cui ci presentiamo e poniamo domande, a cui però non ci viene data risposta».

Da qui all’inizio dell’anno scolastico cosa potrebbe succedere?

«Il prossimo 11 settembre il parlamento discuterà il ‘mille proroghe’ con all’interno lo slittamento di un anno anche della legge Lorenzin. In ogni caso noi ci stiamo muovendo per il superamento della legge».

Cioè?

«In campagna elettorale sia Lega che M5S hanno fatto delle promesse, tutti i comitati romagnoli hanno chiesto un incontro con i parlamentari di riferimento della maggioranza per capire come ci si sta muovendo».

È stato presentato il disegno di legge sull’obbligo flessibile.

«Un mezzo pastrocchio che complica le cose. Noi presenteremo una proposta di legge di iniziativa popolare: ricalca quella della Regione Veneto che non prevedeva l’obbligatorietà e che è stata in vigore per 10 anni. Nella nostra provincia abbiamo raccolto 2.300 firme sulle 50.000 che servono».