Forlì, 21 marzo 2018 -La data del 10 marzo, che era stata prospettata come il limite ultimo per le vaccinazioni obbligatorie, è passata in silenzio, senza conseguenze immediate. Questo perché i genitori sono stati rinviati al secondo appuntamento a primavera inoltrata. Un escamotage che molti, contrari alle vaccinazioni obbligatorie, hanno utilizzato per prendere tempo, in modo che i figli, almeno per quest’anno, potessero continuare ad andare a scuola pur non avendo eseguito la profilassi.

«La scuola deve rispettare i tempi dell’Ausl affinché tutti i bambini possano essere vaccinati – spiega il provveditore provinciale Giuseppe Pedrielli  –, per questo per il momento non ci sono conseguenze per chi non lo è. Noi, però, agiamo nel rispetto della legge, inviando all’Ausl gli elenchi degli iscritti, affinché tutti facciano le vaccinazioni obbligatorie». 

Se, però, per quest’anno i genitori no vax sono ‘salvi’, ben presto dovranno fare i conti con il problema: «In settembre senz’altro tutti i genitori avranno avuto il tempo sufficiente a far vaccinare i loro figli, sia in base alle loro tempistiche che a quelle dell’Azienza Sanitaria – continua Pedrielli –, per questo i bambini che non saranno stati vaccinati al suono della prima campanella resteranno fuori dalle scuole».


Emilia Romagna, vaccinato il 97% dei bambini di un anno