Forlì, 14 gennaio 2021 - "In assenza di una legge come si deve comportare il datore di lavoro nei confronti del personale che si rifiuta di essere vaccinato? Il problema è urgente per le numerose cooperative che svolgono servizi essenziali negli ospedali, nelle case di riposo e nei luoghi di cura". Lo ha chiesto Legacoop Romagna, colosso con 400 associati, in una nota. Il parere degli esperti della società di consulenza Federcoop Romagna è che "il lavoratore che rifiuti il vaccino può essere considerato temporaneamente inidoneo alla mansione. Le conseguenze possono essere lo smartworking o il cambio di mansione, ove possibile, ma anche la sospensione senza retribuzione. Se tale inidoneità si protraesse nel tempo, si potrebbe giungere al licenziamento per motivi oggettivi". Nei prossimi giorni Legacoop Romagna, in collaborazione con Ausl Romagna, avvierà una campagna informativa specifica per sensibilizzare al vaccino i circa 5000 addetti delle cooperative associate impegnati nel settore socio sanitario e dei servizi.

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Contestualmente , Legacoop chiede una legge per introdurre l’obbligo vaccinale. Si tratta di una presa di posizione corroborata dal parere di esperti. Serve una legge ad hoc, è il senso della presa di posizione del colosso della cooperazione, per garantire l’obbligo vaccinale, "di fronte a una pandemia sempre più fuori controllo e a una percentuale (fortunatamente non alta) di addetti ai servizi pubblici essenziali che manifestano diffidenza per l’unico trattamento che può riportare la situazione alla normalità". Legacoop Romagna ha deciso di rivolgersi ai rappresentanti in Parlamento dell’Emilia-Romagna e di tutto il Paese.