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8 apr 2022

"Via Crucis, ogni stazione abbinata a una guerra"

Originale iniziativa tra le parrocchie di Barisano e Poggio: rito ‘rivisitato’ per riflettere sul conflitto ucraino e su quelli dimenticati nel resto del mondo

Soldati ucraini in trincea. In basso, il parroco don Andrea Carubia
Soldati ucraini in trincea. In basso, il parroco don Andrea Carubia
Soldati ucraini in trincea. In basso, il parroco don Andrea Carubia

La Via Crucis è, come da tradizione associata al venerdì santo, due giorni prima di Pasqua, il rito con cui si ricostruisce e commemora il percorso di Gesù che si avvia alla crocifissione sul Golgota. "E proprio dal calvario che Gesù ha percorso fino alla sua passione, credo sia giusto affiancare un altro calvario, quello della guerra". A spiegarlo è don Andrea Carubia, parroco di Pieveacquedotto e amministratore parrocchiale di Barisano, Malmissole, Poggio, Roncadello e San Giorgio, che ha organizzato per questa sera alle 20.30, con partenza dal sagrato della chiesa di Brugnola, una Via Crucis ‘rivisitata’. "L’ho chiamata ‘La Passione di Gesù e dei popoli in guerra. Una lettura alla luce delle Sacre Scritture’ – continua don Carubia –, proprio per riflettere su quello che sta succedendo in Ucraina, ma non solo. Sono tante infatti le guerre ‘dimenticate’, una sessantina in tutto il mondo, da quella dell’acqua alle difficilissime situazioni in Etiopia e Sudan, per citarne alcune".

Alle stazioni della Via Crucis nel penultimo venerdì di Quaresima verranno ‘affiancate’ quindi diverse città martoriate o dilaniate dalle guerre. Troppo facile pensare agli orrori degli ultimi giorni di Bucha, con i cadaveri di tantissimi civili innocenti per le strade. O alle case, fabbriche e palazzi di Mariupol, sventrati dalle bombe e dai missili russi. "Abbiamo pensato a una serie di riflessioni – continua il sacerdote –, pensieri e preghiere da associare al calvario e alla passione di Gesù. Un riferimento che faremo, ad esempio, è quello alla città di Mariupol. Il nome ricorda quello di Maria, anche se non c’entra niente con la Madonna. Ma la città ucraina, caduta sotto i bombardamenti, sarà accostata alla figura della Vergine, che cade addolorata ai piedi del Cristo morente in croce".

Il percorso che collegherà le parrocchie di Poggio e Barisano sarà anche un ideale viaggio attraverso i tantissimi orrori che ci attanagliano. Non solo gli orrori di Bucha. Non solo i bombardamenti di Mariupol, Odessa, Kiev… "Sarà una rilettura del Vangelo avendo ben in mente tutti quegli orrori. Ucraina, Siria, Etiopia, Yemen, Mali, Libia, Somalia… Sono tantissime le zone del mondo in cui ancora si abbraccia un fucile al grido della pace – conclude don Carubia –. E il momento di preghiera di questa sera è volto proprio a far luce su tutto questo. Perché nessun conflitto vada dimenticato e, anzi, che ciascuna guerra possa risolversi al più presto, salvando centinaia di vite umane. Un po’ come ha fatto Gesù, sacrificandosi per tutti noi sulla croce".

Enrico Magnani

© Riproduzione riservata

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