Anche l’associazione Via Romea Germanica si prepara alla ripartenza prevista il 3 giugno con l’apertura dei confini tra le Regioni. Nel frattempo i volontari dell’associazione stanno provvedendo alla manutenzione dei sentieri, in attesa delle disposizioni di carattere sanitario che dovranno riguardare in particolare i posti...

Anche l’associazione Via Romea Germanica si prepara alla ripartenza prevista il 3 giugno con l’apertura dei confini tra le Regioni. Nel frattempo i volontari dell’associazione stanno provvedendo alla manutenzione dei sentieri, in attesa delle disposizioni di carattere sanitario che dovranno riguardare in particolare i posti tappa e gli alloggi.

"Il pellegrino non può fermarsi al confine – precisa Liviana Zanetti, la presidente della associazione italiana della Via Romea Germanica nata per unire popoli e religioni insieme a proporre il valore fisico, culturale e psicologico del camminare –. Fino a che non sarà possibile valicare il Passo Serra, al confine fra Emilia-Romagna e Toscana e fino a che non sarà possibile superare i confini nazionali, di ripresa dei pellegrinaggi non si può parlare".

I volontari hanno ripulito diversi tratti del percorso lungo il Ronco, la Val Bidente e la Valle del Savio. "Il lavoro più duro – osserva Foietta, dirigente dell’associazione – è quello del riconoscimento dell’itinerario che da Stade nella Germania del nord, arriva a Roma dopo aver valicato il Brennero e attraversato molte regioni, come rotta culturale europea dal Consiglio d’Europa. Inoltre i protocolli di sicurezza metteranno i pellegrini a dura prova e ci chiediamo cosa succederà per i piccoli agriturismi, bed&breakfast o per gli ostelli che tradizionalmente ospitano i viandanti? Dopo questa pandemia la voglia di andare in pellegrinaggio a Roma siamo convinti crescerà – conclude Foietta –, anche per andare a riempire fisicamente quella piazza San Pietro che abbiamo visto così drammaticamente deserta durante le celebrazioni di questi mesi".

o. b.