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3 giu 2022

Allarme zanzara tigre a Forlì: arriva il 'kit' di prevenzione

L’assessore Petetta spiega il piano: "Ogni 15 giorni pastiglie artilarvali nei fossi stradali e una volta al mese nei tombini"

3 giu 2022
luca bertaccini
Cronaca
L’assessore all’Ambiente Giuseppe Petetta (foto Frasca)
L’assessore all’Ambiente Giuseppe Petetta (foto Frasca)
L’assessore all’Ambiente Giuseppe Petetta (foto Frasca)
L’assessore all’Ambiente Giuseppe Petetta (foto Frasca)

Forlì, 3 giugno 2022 - Eliminarle nella ‘culla’. E passarla liscia, con grande sollievo dell’intera cittadinanza. Quando si tratta di zanzara tigre, parlare di strage degli innocenti riscuote il consenso popolare. Anche perché chi ritiene innocenti questi fastidiosissimi insetti? E così il Comune di Forlì, d’intesa con il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl, come tutti gli anni ha messo nero su bianco il piano di prevenzione e lotta contro la proliferazione della zanzara tigre (aedes albopictus), ma anche di quella comune (culex spp.).

Un piano che, spiega l’assessore comunale all’Ambiente Giuseppe Petetta, si sostanzia nell’introdurre pastiglie antilarvali "ogni 15 giorni nei fossi stradali, dove ci sono ristagni d’acqua, e sappiamo quali sono, poi una volta al mese nei tombini e nelle caditoie che si trovano in aree di edifici pubblici, scuole, parchi e giardini". Il possibile problema è rappresentato dal fatto che tombini e caditoie di competenza pubblica "sono circa 45mila, il 30% del totale. I restanti 70% sono in aree private".

Tocca dunque anche ai cittadini acquistare i prodotti antilarvali e fare la loro parte. "È molto importante che queste azioni siano fatte di concerto con la cittadinanza. L’invito che rivolgiamo ai forlivesi è quello di collaborare", riassume l’assessore. Dove presenti, tocca agli amministratori di condominio rivolgersi alle ditte specializzate nelle operazioni di prevenzione e disinfestazione. All’amministratore pubblico non risultano comunque casi di sanzioni effettuate in abitazioni private per le mancate attività anti-zanzara. A effettuare i controlli – serve però una precisa segnalazione – è il personale dell’azienda sanitaria.

Praticamente impossibile individuare i focolai di zanzara tigre. Ognuno però, può fare la sua parte. Cosa devono fare i cittadini? È importante evitare dispersioni e accatastamenti di oggetti in cui può depositarsi e ristagnare l’acqua; occorre eliminare le piccole raccolte d’acqua che si possono formare nei giardini e negli orti, sopra i teloni impermeabili o all’interno di qualsiasi recipiente (annaffiatoi, secchi, sottovasi, barattoli vari); non lasciare piscine gonfiabili e altri giochi pieni di acqua per più giorni; non si deve svuotare nei tombini l’acqua dei sottovasi o di altri contenitori, ma nel terreno; occorre mantenere pulite le grondaie, le fontane e le vasche ornamentali, eventualmente introducendo predatori naturali delle zanzare, come i pesci rossi; utilizzare coperchi ermetici o zanzariere ben tese per coprire le cisterne o altri contenitori di acqua necessari per l’irrigazione. Ancora. Bisogna ricordarsi di trattare anche i tombini che non sono all’aperto, ma comunque raggiunti da acque meteoriche o di altra provenienza.

Un altro pericolo arriva dai cantieri, che specie in estate restano inattivi per diversi giorni. "Anni fa – racconta Petetta –, l’Ausl ci segnalò che in un paio di stivali, lasciati in un cantiere chiuso, si era depositata l’acqua con conseguente formazione di una vera e propria ’fabbrica’ di zanzare". Per la disinfestazione antilarvale in fossi e tombini – nel periodo maggio-ottobre – la spesa del Comune è di 90mila euro.

 

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