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27 apr 2022

Zattini scrive a Regione e Governo: "Cantieri verso la paralisi completa"

Il sindaco si rivolge pubblicamente al premier Draghi, al ministro Giovannini e al presidente Bonaccini. I vantaggi del Pnrr sono a rischio a causa dell’aumento delle materie prime: "Le imprese non ce la fanno"

La mossa è di quelle che puntano più ad avere un effetto mediatico che pratico. Certo è che il Comune di Forlì, attraverso il sindaco Gian Luca Zattini e l’assessore ai lavori pubblici, Vittorio Cicognani, a livello romagnolo è stato il primo a dare l’allarme: c’è il rischio che l’opportunità fornita dal Pnrr finisca in un nulla di fatto, a causa degli aumenti di materie prime, carburanti ed energia. Per questo motivo il sindaco Zattini ha scritto una lettera, indirizzata al presidente del consiglio Mario Draghi, a quello della Regione Stefano Bonaccini, e al ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Enrico Giovannini.

Le imprese edili sono allo stremo. Nella lettera viene citata un’analisi del Centro studi di Confindustria; essa evidenzia, scrive Zattini, "che il 46% delle imprese rischia la cessazione dell’attività, con un impatto drammatico sul quadro occupazionale". L’intero settore "è investito da dinamiche di mercato dirompenti e persistenti", inaugurate da "un’impennata generalizzata dei prezzi dell’ultimo quadrimestre 2020". Situazione aggravata dalla guerra in Ucraina. Qualche esempio? L’acciaio è cresciuto del 243%, l’energia del 225, le plastiche del 100%. La lievitazione dei prezzi "ha reso insostenibili gli oneri di conduzione dei cantieri, travalicando ogni prevedibile fluttuazione di mercato". Non si parla, più, ’banalmente’, di "rischio d’impresa", ma di condizioni generali che impediscono, a tutti, di lavorare. Con "forti rallentamenti" dei cantieri, "fino a culminare nella completa paralisi". Cosa che il Comune stesso ha recentemente denunciato.

In questa situazione, scrive, i rischi sono molteplici: da quello che a mettere le mani sugli appalti sia la criminalità organizzata, oltre alla "compressione delle misure precauzionali concretamente adottate in cantiere". Detto altrimenti: minore sicurezza sul luogo di lavoro. Zattini cita le parole del presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Giuseppe Busia. "In questo momento non dobbiamo guardare al risparmio immediato, ma riconoscere che bisogna avere clausole di adeguamento dei prezzi che tengano conto dei costi reali, indicizzando i valori inseriti nel bando di gara. Altrimenti rischiamo di vanificare lo sforzo del Pnrr, perché le gare di appalto andranno deserte, o favoriranno i ’furbetti’, che punteranno subito dopo l’aggiudicazione a varianti per l’aumento dei prezzi. Molto meglio stabilire dei meccanismi trasparenti e sicuri di indicizzazione, così da favorire un’autentica libera concorrenza".

Tra i correttivi richiesti c’è, scrive Zattini, "l’introduzione di un meccanismo revisionale effettivamente idoneo a garantire la sostenibilità degli oneri gravanti sugli appaltatori". Vanno poi trovate forme di finanziamento per le stazioni appaltanti (cioè gli enti pubblici), per compensare quanto le stesse gireranno, come compensazione, alle imprese. Al momento la compensazione è prevista per un paniere di 56 materiali, che esclude voci di costo molto significative, quali energia e carburanti. Alla stazione appaltante andrebbe riconosciuto un margine di manovra, "nelle more dell’aggiornamento dei prezzari regionali e delle rilevazioni ministeriali", dandole la possibilità di adeguare i prezzi sulla base di rilevazioni ufficiali o autonome analisi dei prezzi stessi.

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