Forlì, 16 aprile 2018 - Alle 10 di lunedì 16 aprile il Ridolfi riapre, seppur per un solo passeggero per quanto illustre: atterrerà infatti il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. E non è nemmeno questa la novità che rende la giornata di rilievo. Infatti, sarà tre ore dopo che prenderà forma il futuro dello scalo forlivese. Alle 13, l’Enac – ente nazionale aviazione civile – chiuderà il nuovo bando per la gestione dell’aeroporto. Si tratta del terzo dopo il fallimento della vecchia Seaf. E, se dovesse andare male, tutto lascia pensare che potrebbe essere anche l’ultimo.

Cosa può succedere oggi, dunque? Prendiamo l’ipotesi peggiore: nessuna offerta agli uffici romani, bando deserto. Riproporlo? Modificarlo? Cambiare le condizioni economiche? Teoricamente si può, tuttavia sarebbe un pessimo segnale. Senza considerare un elemento concreto: l’allungamento dei tempi. Il Ridolfi ha toccato il mesto anniversario: il 29 marzo sono stati cinque anni dall’ultimo volo. Quel che è certo, è che più passa il tempo più il lavoro da sostenere per la riapertura aumenta.

Mettiamo però che un’offerta arrivi. O più di una. In entrambi i casi, le buste dovrebbero essere aperte mercoledì, svelando ufficialmente i partecipanti (che potrebbero venire da tutto il mondo). Per aggiudicare la gestione, però, l’Enac si prenderà altri due mesi, arrivando a metà giugno. Attenzione: il fatto che ci sia un pretendente non è necessariamente una buona notizia. Senza scomodare i tempi dell’aggiudicazione a Robert Halcombe, la stessa Enac potrebbe bocciare il progetto ricevuto se non soddisfacesse i requisiti previsiti. Sono ancora tante le incognite, nel silenzio generale. I giorni della verità, però, sono arrivati.