L'imprenditore cesenate Cesare Trevisani
L'imprenditore cesenate Cesare Trevisani

Forlì, 8 maggio 2018 - «Abbiamo la certezza che l’assemblea di venerdì sarà molto partecipata, ma va chiarito che i numeri non contano. La riunione sarebbe valida anche con un solo presente». Cesare Trevisani, imprenditore cesenate (Gruppo Trevi), fa parte del comitato etico di Confindustria nazionale. Assieme ad altri imprenditori fa il punto della situazione dopo mesi di scontri all’interno dell’associazione. Che rischia di perdere un certo numero di associati, se il braccio di ferro continuerà. «Speriamo non vada via nessuno. L’assemblea di venerdì non è un modo per selezionare, ma solo per chiarire la situazione». Eppure c’è già stata una decina di espulsioni: per chi è fuori, la strada è chiusa definitivamente? «La valutazione spetta ai probiviri, il dialogo è comunque una prerogativa per il sistema confindustriale, l’assemblea straordinaria ne è una conferma», aggiunge Trevisani.


I probiviri avrebbero riscontrato ‘gravi violazioni’, che sono ritenute al massimo peccati veniali dal gruppo Carfagnini-Minghetti. I quali a loro volta accusano i nuovi arrivati di aver forzato le regole. Difficile capirci qualcosa, da fuori. «L’appuntamento di venerdì, con la presenza degli organi nazionali di Confindustria e Ance, servirà appunto per raccontare e fare chiarezza su cosa è accaduto – sostiene Filippo Zamagni, vice presidente del Gruppo Giovani di Unindustria Forlì-Cesena –. Fra l’altro, sottolineo che di dichiarazioni esplicite di uscite di associati, non ne abbiamo registrate».

Esiste un conflitto generazionale? «Assolutamente no, è un mito da sfatare – aggiunge Zamagni – . Dei nove che hanno firmato l’esposto di gennaio, solo uno faceva parte del Gruppo Giovani. Gli altri erano senior, all’interno del consiglio oggi decaduto, e facenti parte oltre che a Confindustria, anche alla Piccola Industria o affiliati all’Ance. E per entrare nel Gruppo Giovani, l’età conta solo al momento dell’elezione, basta non aver compiuto i 40 anni. Le cariche ricoperte restano valide fino alla fine del mandato in corso. Comunque il malcontento era diffuso da tempo, a tutti i livelli».

Allora c’entra la fusione con Confindustria Romagna, abortita dopo anni di lavoro? «Nel merito non c’entra nulla – dice Trevisani – ma è vero che il tema è stato trattato fuori dalle regole. Nel senso che la presidenza Carfagnini ha prima dato un incarico per verificare se vi erano le condizioni a una commissione ristretta, poi quando questo ha prodotto le conclusioni, il suo lavoro non è stato portato al consiglio direttivo, perché il risultato non era quello voluto dalle solite persone accentratrici di cariche».

Resta da capire cosa succederà dopo venerdì. «Si aprirà un percorso. Quando tutti gli associati saranno informati a dovere e avranno gli elementi per scegliere – conclude Trevisani – si procederà a convocare un’altra assemblea, che nominerà i nuovi organi locali. Contiamo che ciò avvenga entro l’estate».