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Forlì, ecco la cooperativa di comunità. "Diamo lavoro ai giovani"

I tre titolari della ‘Vecchia Osteria’ raccontano il progetto

di OSCAR BANDINI
Ultimo aggiornamento il 6 settembre 2018 alle 06:55
Davide Casamenti, i fratelli Maicol e Stefano Mescolini con Lucia

Forlì, 6 settembre 2018 - Hanno buttato il cuore oltre l’ostacolo i tre giovani soci fondatori della prima ‘cooperativa di comunità’ del forlivese, nata nelle settimane scorse a Strada San Zeno di Galeata. I responsabili della ‘Vecchia Osteria’ sono Davide Casamenti e i fratelli Maicol e Stefano Mescolini, la cui storia è rimbalzata anche sui media nazionali.

"Il progetto nasce a tavola come spesso succede in Romagna – dicono i tre – e onestamente siamo stati sorpresi dall’attenzione che ci è stata dedicata. Parlando con il presidente di Confcooperative Forlì-Cesena Mauro Neri, ci siamo subito trovati d’accordo nel trovare uno strumento agile per creare lavoro a San Zeno che 50 anni fa contava circa 2.000 residenti e che ora arriva a 180 abitanti. Siamo innamorati del nostro paese e quindi invece di continuare a lamentarci abbiamo dato gambe ai nostri sogni. Grazie anche al direttore di Confcooperative Forlì-Cesena Marco Coriaci. abbiamo partecipato al bando specifico di Fondo sviluppo che ci ha messo a disposizione 11mila euro per le prime spese di avvio. Un segnale incoraggiante e, a quel punto, non potevamo più tirarci indietro". Tra i primi atti la gestione della pizzeria (nella sede dell’ex circolo Arci) dove lavorano i tre soci e Lucia la prima dipendente e l’avvio, complice il passaparola, è stato tra i migliori.

"Siamo soddisfatti della partenza – aggiungono Davide, Maicol e Stefano – e il passo successivo sarà la produzione di pasta fresca. Abbiamo mille idee in testa e lo statuto della cooperativa ci permette una vasta gamma di attività, ma prima di allargarci dobbiamo consolidarci. Come cooperativa multiservizi possiamo gestire strutture ricettive, preparare e consegnare pasti a domicilio, organizzare sagre e manifestazioni (ma da noi la Pro loco è molto attiva), svolgere attività agricole, agrituristiche e selvi colturali ed altro ancora nel campo dei servizi. L’importante è fare rete con i produttori del territorio e per quanto ci riguarda formaggi e salumi per le nostre pizze li acquistiamo da un’azienda del posto. L’attenzione nei confronti di questa esperienza – concludono – che è solo agli inizi, è alta e replicabile anche in altre piccole comunità come Pianetto e Voltre, per esempio, per evitare che i giovani se ne vadano e le comunità muoiano".

 

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