Gian Luca Zattini e Giorgio Calderoni nel corso della doppia intervista di Natlive
Gian Luca Zattini e Giorgio Calderoni nel corso della doppia intervista di Natlive

Forlì, 2 giugno 2019 - «Credo che l’alternanza sia il sale della democrazia. Quando c’è una realtà che dura da 50-60 anni, questa è arrivata al capolinea», dice Zattini. «Il Comune deve cambiare, innanzitutto se stesso», ribatte Calderoni. I due candidati sindaco del centro destra e del centro sinistra si confrontano, in vista del ballottaggio di domenica 9 giugno, nel video girato dalla società Natlive.

«Chiedo il voto a chi ritiene che Forlì non abbia dato il meglio di sé. La situazione è sotto gli occhi di tutti. Datemi fiducia, siamo la parte che vuole che Forlì abbia grandi prospettive», dice Zattini, seguito a ruota dal competitor. «Per cambiare occorrono esperienze vissute da dentro. Io ho amministrato, diversi anni fa, conosco la macchina comunale». Ancora Calderoni: «In ogni incontro mi sento dire che il problema è la burocrazia. Sento di poterci lavorare e di metterci le mani per cambiare le cose».

Entrambi i candidati mettono tra le priorità del programma il lavoro. «Creiamo una costituente dove tutti, imprese, associazioni e cittadini si mettano insieme per definire i destini di Forlì», è il ragionamento del candidato del centro destra, mentre Calderoni evidenzia l’importanza di stringere «un patto territoriale per il lavoro», senza trascurare le figure professionali che in futuro saranno richieste dalle aziende.

Arrivando all’ università, per Calderoni il campus di Forlì «deve diventare il campus della Romagna, trovando poi declinazioni locali per le esigenze delle singole città». Nel confronto si è parlato della possibilità di portare la Facoltà di Medicina e Chirurgia a Forlì. «Questa è una sfida territoriale importante – dice Zattini –. Di una cosa del genere se ne parla ogni 500 anni: non possiamo perderla». Su Medicina Calderoni conclude dicendo che «non è una questione che si risolve con uno slogan. La si può risolvere convocando un tavolo con le forze produttive e formative, per vedere quali esigenze hanno».