Valentina Ancarani coi compagni del Pd verso Roma: immagine irrisa  da un grillino di Moncalieri
Valentina Ancarani coi compagni del Pd verso Roma: immagine irrisa da un grillino di Moncalieri

Forlì, 2 ottobre 2018 - L’offesa corre sul web. E in special modo su Facebook, dove domenica il consigliere comunale (e portavoce) dei 5 Stelle a Moncalieri, Cosimo Ettorre, se l’è presa con gli esponenti del Pd che, da tutta Italia, in autobus, avevano deciso di partecipare alla manifestazione organizzata a Roma dal partito. Nel mazzo di foto scelte dal grillino e postate sulla sua bacheca Facebook (il post poi è stato rimosso), ce n’era una presa dalla pagina del Pd Forlì che ritraeva il segretario provinciale dem, Valentina Ancarani, insieme ai compagni di viaggio. Tra loro spiccavano uomini e donne con i capelli bianchi.

Un particolare che Ettorre ha commentato così: «Se riuscissero ad organizzarsi, temo fortemente che la gioventù piddina in rivolta potrebbe far cadere il governo – si legge nel post –. Suggerirei loro di rimanere compatti ma suddividersi in gruppi in base alle patologie che colpiscono gli anziani, in testa i diabetici, afflitti da prostatite, sulla sinistra del corteo, vittime Alzheimer e demenza senile sulla destra, problemi di osteoporosi in fondo al corteo: potrebbero rallentare».

Parole che hanno scatenato una valanga di polemiche. «Il mio post ha urtato la sensibilità di molti e per questo vorrei scusarmi. Ho sbagliato», ha scritto poi ieri il grillino. Scuse che il Pd di Forlì non intende accettare.

«La misura è colma e crediamo che sia la politica a dover dare l’esempio – replica il segretario Ancarani –. Pertanto, questo post, gravemente offensivo, come altri commenti pubblicati in passato a corredo di articoli online, saranno oggetto di una azione legale nei confronti degli autori. Lo facciamo per riaffermare i valori civili di uno Stato che nella pacifica convivenza fonda le proprie radici e lo facciamo per i tanti che non hanno il coraggio di denunciare le violenze verbali, le offese, le minacce subite sul web». Per Ancarani «deduco si tratti di un metodo che i nostri avversari studiano su qualche manuale scaricabile dalla piattaforma online, per poi applicarlo alle varie latitudini del Paese. Trattasi dei cosiddetti ‘leoni da tastiera’. Anche a livello locale non è raro rinvenire parole offensive e attacchi personali di vario genere a nostri iscritti».