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Forlì, i Verdi: "Così si massacra il parco del Campus"

Gli ambientalisti contestano i lavori per l'attesa area naturale

Ultimo aggiornamento il 19 ottobre 2017 alle 06:52
Pini segati al Campus

Forlì, 19 ottobre 2017 - Un parco storico «massacrato», oltre a un’area «occupata abusivamente». I Verdi – attraverso Sauro Turroni, Donatello Caroli e Paolo Pontillo – questa volta mettono nel mirino i lavori di recupero dell’area verde che circonda il campus universitario. «Un polmone verde che sarà messo a disposizione della città», è quanto ripetuto in questi anni dagli amministratori. Per gli ambientalisti si è fatto – e si sta facendo – scempio dell’esistente. Nel 2006, dice Turroni, «in quest’area c’erano 750 alberi di alto fusto. Tra questi aceri, faggi, sequoie». Quanti ne restano oggi è difficile a dirsi. Di certo c’è che «un anno fa ne sono stati abbattuti circa sessanta. Altri quaranta in questi giorni faranno la stessa fine».

L’AREA VERDE nacque all’inizio del 900, per poi «crescere insieme agli antichi padiglioni dell’ospedale Morgagni, sorti tra il 1902 e il 1915». Agli albori questo parco aveva un’estensione di 38mila metri quadrati. «Ci chiediamo come la Soprintendenza, ammesso che sia stata coinvolta e abbiamo ragione di dubitarne – ragionano –, abbia potuto approvare un simile intervento, dato che le opere riguardano un’area storica di proprietà pubblica, nella quale sono stati o saranno abbattuti alberi e dove sono stati realizzati vialetti, cordoli, opere cementizie varie e in cui sono stati demoliti gli antichi percorsi».
Le alberature, «nonostante si tratti di un cantiere pubblico, non risultano adeguatamente protette. In diversi casi ci sono lesioni al tronco, in altri ancora il terreno appare compattato dai mezzi del cantiere», anche ieri al lavoro.

A FRONTE del taglio degli alberi prima citato, «sono state messe a dimora piante che nulla hanno a che fare con le specie arboree preesistenti. Anche in questo caso si tratta di decisioni discutibili ed errate». Lungo viale Corridoni c’è poi un un parcheggio che Turroni definisce «abusivo». Lo avrebbe «creato l’Università, in assenza di qualsiasi accordo di programma con il Comune. C’è una sbarra e viene utilizzato dal personale universitario. Chiediamo che venga smantellato e che i docenti vengano al campus in bici, autobus o che cerchino un parcheggio come facciamo tutti». 

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