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8 giu 2022

Le cooperative a Forlì: "Una provincia unica di Romagna"

L’appello di Confcooperative, Legacoop e Agci: "Forlì Cesena, Ravenna e Rimini devono lavorare insieme. Subito un accordo di programma"

8 giu 2022
Da sinistra: Mauro Neri, Renato Lelli e Mario Mazzotti
Da sinistra: Mauro Neri, Renato Lelli e Mario Mazzotti
Da sinistra: Mauro Neri, Renato Lelli e Mario Mazzotti
Da sinistra: Mauro Neri, Renato Lelli e Mario Mazzotti

Forlì, 8 giugno 2022 - È tempo di far nascere la Provincia Romagna. Lo chiedono Agci, Confcooperative Romagna e Legacoop Romagna, sottolineando la necessità di un ente dotato delle stesse funzioni e degli stessi poteri attribuiti alla Città metropolitana di Bologna. I territori delle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, "devono rappresentare l’ambito sul quale innestare i poteri, le attribuzioni e le funzioni di un nuovo Ente intermedio, collocato tra Comuni e le Unioni dei Comuni, e la Regione", precisano le Centrali Cooperative.

"Pensiamo a una Provincia Romagna istituita con funzioni di programmazione e di gestione di tematiche di ambito sovracomunale e di area vasta. Spetta alle istituzioni individuare la strada migliore e più corretta per arrivare a un simile traguardo".

La proposta è stata formalizzata in occasione dell’incontro organizzato da Alleanza delle Cooperative Italiane ieri a Cesena. L’impresa non è semplice, perché le realtà romagnole dovrebbero essere sulla stessa lunghezza d’onda su temi quali infrastrutture, mobilità, turismo, solo per fare qualche esempio. La convinzione espressa nel documento delle tre realtà è che senza un riferimento politico istituzionale preciso e certo, le azioni, pur importanti, programmatiche e di governo, che verranno definite nel Piano strategico Romagna Next, rischiano di restare distinte e slegate da un impianto unitario e di sistema.

"Proponiamo per questo che già ora le tre Province romagnole si rendano protagoniste della sottoscrizione di un accordo di programma che le impegni ad esercitare insieme le competenze attualmente loro assegnate dalle leggi ed eventualmente estendere gli ambiti della loro collaborazione".

Tra le numerose altre proposte della cooperazione contenute nel documento programmatico presentato dalle tre Centrali cooperative romagnole ai partecipanti all’incontro, figurano la sostenibilità ambientale, la programmazione energetica, la competitività del tessuto economico su orizzonte nazionale e internazionale, le infrastrutture, il sistema aeroportuale romagnolo che deve trovare un equilibrio, la pianificazione territoriale romagnola, il welfare e il rapporto pubblico privato e imprese università.

La Romagna viene candidata come potenziale polo nazionale di produzione di energia da fonti rinnovabili e dalla transizione ecologica ed energetica. Tra le infrastrutture indispensabili per un territorio che voglia confrontarsi e competere con i maggiori distretti d’Europa vengono elencate alcune priorità come il corridoio Adriatico, visto come grande asse strategico di interesse nazionale e lo sviluppo di E45-E55, fino all’innesto on il raccordo autostradale Ferrara mare e con l’A13, Tra i nuovi potenziamenti prioritari il porto di Ravenna in rapporto con la rete ferroviaria.

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