Forlì, 13 giugno 2018 - La notizia ha cominciato a circolare dopo le 22: Jacopo Morrone entra nel governo Conte, come sottosegretario alla Giustizia. Raggiunto telefonicamente, il forlivese segretario della Lega Romagna non riesce a trattenere un leggero riso di contentezza: "Se me l’aspettavo? Assolutamente no. Io ero già contento di essere stato eletto il 4 marzo. Matteo mi ha chiamato oggi pomeriggio...". Matteo è ovviamente Salvini, segretario del partito e ministro dell’interno. C’è dunque anche il nome di Morrone tra i 45 nomi scelti ieri dalla maggioranza giallo-verde.

Sposato, 35 anni, diplomato all’Itc Matteucci dove ha mosso i primi passi in politica come rappresentante di istituto, si è laureato in Giurisprudenza ed è avvocato con studio in piazza XX Settembre. Questa preparazione giuridica è probabilmente il motivo per il quale Salvini ha pensato a lui per una casella così importante: "E pensare che si parlava di altro... erano ancora solo discorsi generici, ma pensavo di entrare in commissione ambiente della Camera. Oppure quella dell’agricoltura. E andava benissimo così".

Originario di Carpinello, è nato e cresciuto nello stesso paese di un altro deputato, Marco Di Maio del Pd ("siamo amici", ha detto in campagna elettorale). Anche se con idee decisamente diverse: la militanza nella Lega ha fatto di lui il nuovo segretario romagnolo del Carroccio nel 2015, quando si materializzò la successione a Gianluca Pini. Passo successivo, il posto da capolista nel listino alle politiche 2018. E da lì, con la crescente ondata verde, il posto da deputato. Fino all’ulteriore sorpresa di ieri: lavorerà con il guardasigilli Alfonso Bonafede che è del Movimento 5 Stelle. L’ultimo forlivese con un incarico simile era stato Roberto Pinza all’Economia nei governi di Romano Prodi.

"Cosa potrò fare per il territorio? Non lo so, in questo momento non sono in grado di rispondere su questioni così specifiche. Posso dire che affronto questa sfida con grande carica e con il giusto entusiasmo". A quanto pare dalle prime indiscrezioni, è l’unico leghista romagnolo a entrare nel governo Conte: "È un grandissimo onore e anche, diciamolo, un premio di Salvini alla Romagna". Tra le sue passioni c’è il calcio, che ha praticato nelle giovanili del Forlì per poi militare – tra le altre – nella Pianta e nella Tre Martiri. La prossima partita la gioca nel governo.