Davide Drei, sindaco di Forlì

Forlì, 1° aprile 2018 - «Si vuole ricandidare». All’interno del Partito democratico questa è la lettura unanime data all’uscita di Davide Drei. Il sindaco ha annunciato di voler richiedere il giudizio immediato, «al fine di giungere rapidamente all’accertamento della non sussistenza delle ipotesi di reato». Che sono, nel suo caso, abuso d’ufficio e falso ideologico (in concorso con il direttore generale del Comune Vittorio Severi e l’ex presidente di Livia Tellus Gianfranco Marzocchi). Il sindaco è accusato in sostanza di aver aumentato lo stipendio al presidente della holding pubblica, Marzocchi, suo amico e di fatto influente consigliere politico. Teoricamente, la mossa degli indagati e dei loro avvocati (Antonio Baldacci, Achille Macrelli, Marco Martines e Francesco Roppo) riguarda la vicenda giudiziaria. In pratica, è impossibile non vederci un’implicazione politica.

Ecco la mossa: anziché arrivare a processo dopo un’udienza preliminare dall’esito (per lui) negativo, vuole arrivarci di sua volontà, scavalcando la prima tappa, mostrando sicurezza nella propria innocenza. I tempi della giustizia non sono così certi: non è detto che la sentenza arrivi nel 2019. Ma è evidente a tutti che questa mossa ha senso solo nel caso in cui Drei voglia correre per un secondo mandato.

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Mercoledì 4 aprile, nel circolo di Bussecchio, un'assemblea Pd parlerà di politica locale. Possibile però che Drei non voglia sciogliere il riserbo sulla sua ricandidatura finché non passerà il 16 aprile, giorno della visita del Presidente della Repubblica Mattarella nel trentennale dell’omicidio Ruffilli. Ad ogni modo, la sensazione è che Drei dirà che corre per il bis.

A quel punto, la resa dei conti avverrà dentro il partito. Lo scenario più realistico sarebbero le primarie. E lo sfidante di Drei potrebbe essere il segretario territoriale, Valentina Ancarani. Oppure l’ex assessore all’ambiente, anche della giunta Drei, Alberto Bellini. Questi i primi nomi. Ma la corsa verso il 2019 è ancora lunga.