Forlì, 11 luglio 2018 – Il sindaco di Forlì Davide Drei non correrà per il secondo mandato alle prossime elezioni amministrative del 2019. Non si ricandida. L’annuncio (atteso da mesi in un senso o nell'altro) è arrivato nell’assemblea di lunedì al circolo Karl Marx in viale Matteotti. «Decisione irrevocabile», ha detto. L’ha motivata «non per il timore di una sconfitta che non considero scontata». Ha ammesso, comunque, di essere stato tentato dalla ricandidatura.

Drei ha comunque elencato i punti forti della sua amministrazione. Ha citato però il carico di lavoro: «Cinque anni da assessore e quattro da sindaco, nella stagione amministrativa più complessa e onerosa mai verificatasi per i sindaci». Più la presidenza della Provincia e, per tre anni, dell’unione dei comuni. «Gli amministratori non sono insostituibili. Sono convinto di aver fatto la mia frazione, parafrasando uno sport che amo, l’atletica, ed essere pronto a passare il testimone al prossimo sindaco». Si è paragonato a un pontiere: «Non sarò quindi il candidato che possa creare divisioni insanabili e quindi compromettere una strategia vincente da parte del partito». E rivendica: «In tempi di sconfitte, in cui pochi fanno passi indietro, io che non ho comunque perso ma non intendo pregiudicare soluzioni innovative, lo farò».

Chiede, come aveva già detto prima di sciogliere la riserva, le primarie. E rivendica: «La mia non è una resa. Io sono forte perché per fare il sindaco oggi bisogna essere forti. Non significa spavaldi, ma consentire di esplorare nuove vie anteponendo il bene collettivo alla affermazione personale».