Forlì, 22 novembre 2017 - «È stata una vera sorpresa, che mi riempie di orgoglio e di gioia. A questo punto non me lo aspettavo proprio». Veronica Zanetti ha saputo ieri pomeriggio che diventerà deputata. Sia pure per pochi mesi, visto che la legislatura è ormai agli sgoccioli. «Sono stata avvisata in anteprima dall’on.Marco Di Maio, quindi mi ha chiamato la segretaria del gruppo parlamentare del Pd».

Stasera ci sarà la proclamazione da parte della giunta della Camera per le elezioni, incaricata di valutare eventuali incompatibilità. E per l’ex vicesindaco non ce ne sono, non è un elemento ostativo l’avviso di garanzia ricevuto nel gennaio scorso per la questione relativa al verde pubblico (è accusata di turbativa d’asta). Domattina la firma a Roma, alla Camera dei deputati e la donna, 41 anni, entrerà ufficialmente in carica.

Perché Zanetti va in Parlamento? Il deputato ferrarese Alessandro Bratti, Pd, è stato nominato direttore generale di Ispra, l’istituto per la protezione e la ricerca ambientale. Incarico incompatibile col ruolo di parlamentare, per cui subentra il primo dei non eletti alle elezioni politiche del 2013 per la circoscrizione dell’Emilia-Romagna, cioé Veronica Zanetti. Curioso è che l’ex vicesindaco non ha rinnovato quest’anno la tessera del Pd, ma entrerà a far parte del gruppo dei democratici alla Camera.

«Le mie divergenze col partito sono limitate alle vicende locali», taglia corto la Zanetti, che è mamma di due bambini e lavora a tempo pieno all’Unipol-Sai. «Ci ho riflettuto abbastanza, perché stare a Roma comporta allontanarmi dalla famiglia – dice – ma ho pensato che sia un’esperienza che valga la pena di essere fatta. Mi riporta all’entusiasmo delle ‘parlamentarie’ del 2013, quando ottenni 1879 preferenze. È anche per le persone che hanno creduto in me e che in quella occasione mi votarono, che ho deciso di accettare. Assicuro che mi impegnerò al massimo».

La Zanetti fu lasciata fuori dalla giunta nel rimpasto operato dal sindaco Davide Drei nel giugno dell’anno scorso. E non la prese affatto bene. Ora si riconcilia con la politica? «No, riconciliazione è un termine troppo forte, anche per lo strascico giudiziario, tuttora pendente, di quella situazione. Però questa notizia mi riporta a cinque anni fa e mi fa pensare che ogni tanto la politica possa essere una bella cosa. Mi rendo conto tuttavia che rispetto al 2013 il quadro politico è completamente cambiato».