Gabriele Zelli
Gabriele Zelli

Forlì, 5 febbraio 2019 – «Non mi candido a sindaco». Dopo un mese di incontri («ben 45») e riflessioni, dopo che il Pd aveva chiesto ufficialmente un suo passo avanti, Gabriele Zelli ha annunciato il suo no. L’ex assessore comunale di Forlì ed ex sindaco di Dovadola lo definisce una «scelta sofferta e dolorosa».

A lui si erano rivolti, dice, «rappresentanti di circoli, di organizzazioni sindacali e di categoria, con imprenditori, con responsabili di associazioni del volontariato, di quelle culturali, sociali e sportive e con esponenti del mondo cattolico. Mi è stato chiesto di candidarmi, tutti lo hanno fatto con insistenza e portanto tantissime buone ragioni». Perché allora ha detto no? «Se avessi dieci anni di meno, non avrei dubbi su cosa fare. Sarei in piena campagna elettorale da almeno tre mesi». E precisa che intende riferirsi solo alla sua età e non alle scelte compiute dal partito nel 2009. Da questo nasce il no: «Solo questa valutazione mi ha frenato e mi frena».

Spiega: «Oggi, a 66 anni, qualora fosse possibile vincere la competizione elettorale, mi caricherei di una responsabilità che va affrontata con una forza fisica e una lucidità mentale che dovrebbero paradossalmente aumentare anziché, com’è nell’ordine naturale delle cose, diminuire. Occorre anche in questa circostanza, che mi addolora e che deluderà molti, essere onesti con se stessi e con i cittadini forlivesi e dire che l’eventuale quinquennio da sindaco sarebbe un compito troppo oneroso per le mie possibilità».

Il Pd resta dunque ancora, a meno di quattro mesi dal voto, senza un candidato sindaco.