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17 mag 2022

FulgorLibertas basket, Boccio condannato per bancarotta. Ma non fu truffa ai tifosi

L'ultimo patron era imputato insieme alla moglie Mirela Chirisi, che figurava come presidente della società poi scomparsa

17 mag 2022
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Massimiliano Boccio
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Massimiliano Boccio

Forlì, 17 maggio 2022 - C'è il timbro della giustizia sulla vicenda che portò alla scomparsa della FulgorLibertas, processo che vedeva imputato l'ultimo patron Massimiliano Boccio insieme alla moglie Mirela Chirisi, che figurava come presidente della società: nell'estate 2014 la coppia rilevò la proprietà, salvo ritirarla dal campionato il 2 gennaio 2015 per i debiti e l'impossibilità di dare seguito alle mirabolanti promesse, come quella di portare Forlì in Eurolega, la Champions League dei canestri (il fallimento risale all'aprile 2015).

I due erano imputati per bancarotta fraudolenta e truffa. Ma la stessa pubblica accusa, rappresentata dal pm Sara Posa, aveva chiesto l'assoluzione per il reato di truffa. Chiesti invece rispettivamente 4 anni e 6 mesi per lui e 3 anni e 6 mesi per lei per la bancatotta fraudolenta (ovvero il crac societario con distrazione di risorse). Il giudice ha comminato 3 anni e 3 mesi a entrambi. Sia la truffa che la bancarotta erano a poche settimane dalla prescrizione. Scontato il ricorso in Appello: senza, la sentenza di primo grado e Boccio, già condannato per bancarotta, sarebbe finito in carcere. Con il ricorso, l'esecuzione sarà sospesa e poi sfumerà. 

Colpisce l'assoluzione per truffa, tesi sostenuta anche dal comitato dei vecchi abbonati. In sostanza, nella visione degli investigatori dell'epoca, Boccio avrebbe incamerato soldi dagli abbonamenti mettendo in squadra giocatori che non avrebbe potuto pagare, allo scopo di incamerare le entrate. Secondo il pm Sara Posa, troppo labile il legame tra causa ed effetto. L'importo da risarcire alla curatela fallimentare è stato stimato in 120mila euro. L'accusa ha sottolineato anche la quasi totale assenza di carte nella vecchia società. A proposito: anche la FulgorLibertas, in quanto tale, è stata sanzionata di 5mila euro per la gestione precedente all'arrivo di Boccio. 

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