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27 apr 2022

Cava Ronco col sorriso: "Anno importante"

Il presidente Alpi soddisfatto: "Bene il quinto posto, un punto di partenza. Creata una squadra destinata a durare e consolidata la società"

marco lombardi
Sport

di Marco Lombardi

Roberto Alpi, presidente del Cava Ronco, a campionato concluso è tempo di bilanci.

"La nostra stagione è stata più che soddisfacente, trattandosi di una sorta di ‘anno zero’. Ai nastri di partenza, infatti, ci siamo presentati con un nuovo direttore sportivo e un organico in gran parte rivoluzionato; solo l’allenatore era già con noi l’anno scorso prima dell’interruzione dovuta al Covid. I risultati, comunque, ci hanno dato ragione. Siamo contentissimi e oltretutto abbiamo costruito l’ossatura portante di una squadra destinata ad aprire un mini-ciclo".

Per larghi tratti della stagione siete stati a ridosso delle primissime posizioni: ha mai pensato di poter arpionare persino gli spareggi per la D?

"Onestamente sì, anche se non era quello il nostro obiettivo. Vero è che abbiamo chiuso il girone di andata al terzo posto a -1 dal Russi e che nel faccia a faccia coi falchetti abbiamo avuto la possibilità di scavalcarli, ma probabilmente ci stavamo esprimendo al di sopra delle nostre possibilità. Tutto in quel periodo ci girava bene. Ad ogni modo fino alla gara con la Victor San Marino ci credevamo, sempre con un occhio alle nostre spalle; purtroppo la sconfitta in quel crocevia ha spento l’illusione del secondo posto".

Tra i protagonisti della cavalcata biancorossa è doveroso menzionare l’ottimo estremo difensore Riccardo Carroli.

"È un portiere di categoria superiore e un ragazzo molto umile, che si è adeguato alla nostra realtà. Per me è una sorpresissima più a livello umano che tecnico. Spero vivamente che resti con noi".

Volendo proprio trovare il pelo nell’uovo, forse è mancato qualche gol...

"Sì, davanti abbiamo un po’ faticato. Qualche gol in più potevamo realizzarlo".

Un giudizio complessivo sull’operato del mister Luigi Candeloro e del direttore sportivo Marco Ricci?

"Nutro grande fiducia nel nostro allenatore, che è molto competente e c’entra poco con l’Eccellenza. Forse però a livello umano potrebbe smussare qualche spigolatura caratteriale... E comunque posso già anticipare che Candeloro è confermatissimo. Per quanto concerne il nostro ds, devo dire che mi sono trovato benone. Certo, inizialmente c’è stata qualche divergenza di vedute, ma sempre nell’alveo di un confronto costruttivo. Resta anche lui".

Il quinto posto finale è un punto di partenza?

"Esattamente. Diciamo che siamo stati la prima delle ‘altre’, perché chi ci ha preceduto poteva contare su budget più robusti. Forse avremmo potuto fare qualcosina in più, ma il campionato era molto difficile e troppo pericoloso, come certificato dalla classifica cortissima".

È utopistico ipotizzare, in futuro, un derby con i galletti in serie D?

"A noi non piace fare il passo più lungo della gamba... Paradossalmente, però, i due anni contrassegnati dal Covid ci hanno permesso di allargare la società e strutturarci meglio. Ergo, non poniamo limiti alla provvidenza. La possibilità di provarci, magari non subito, c’è: la serie D non mi spaventa".

Si è vociferato anche di una fantomatica fusione col Forlì.

"Mai parlato, non esiste. Con il Forlì intratteniamo una proficua collaborazione a 360°, ma nel quadro di società distinte".

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