Erik Rush, 32 anni, californiano naturalizzato svedese: in crescendo le sue cifre
Erik Rush, 32 anni, californiano naturalizzato svedese: in crescendo le sue cifre
di Stefano Benzoni Da buon giocatore a elemento indispensabile. Erik Rush nel giro di un anno ha assistito a una metamorfosi del giudizio sul suo conto. Rispetto alla scorsa stagione il naturalizzato svedese segna di più (14.8 punti contro 12.7), serve più assist (2 contro 1.7), recupera più palloni (1.6 contro 1), tira meglio da tre (38% contro 35%) e dalla lunetta (65% contro 48%). Quasi identici i numeri a rimbalzo (5.7) e nella percentuale da due dove sta confermando il 56%. E oggi Rush è uno dei punti di forza dell’Unieuro, con una continuità di rendimento tanto in difesa quanto in attacco (solo in due gare su 15 non è andato in doppia cifra per punti segnati) molto importante per Forlì. Erik come sta in isolamento? "Sto bene e ho il morale alto, sono abbastanza esperto a livello di quarantena e posso dire che non è così terribile. Cerco...

di Stefano Benzoni

Da buon giocatore a elemento indispensabile. Erik Rush nel giro di un anno ha assistito a una metamorfosi del giudizio sul suo conto. Rispetto alla scorsa stagione il naturalizzato svedese segna di più (14.8 punti contro 12.7), serve più assist (2 contro 1.7), recupera più palloni (1.6 contro 1), tira meglio da tre (38% contro 35%) e dalla lunetta (65% contro 48%). Quasi identici i numeri a rimbalzo (5.7) e nella percentuale da due dove sta confermando il 56%. E oggi Rush è uno dei punti di forza dell’Unieuro, con una continuità di rendimento tanto in difesa quanto in attacco (solo in due gare su 15 non è andato in doppia cifra per punti segnati) molto importante per Forlì.

Erik come sta in isolamento?

"Sto bene e ho il morale alto, sono abbastanza esperto a livello di quarantena e posso dire che non è così terribile. Cerco di tenermi occupato studiando basket, portando avanti alcuni progetti, parlando con gli amici e con la mia famiglia".

Le dispiace aver dovuto rinunciare alla convocazione con la nazionale svedese?

"Sì un po’, sia perché non potrò aiutare la squadra nelle qualificazioni, sia perché non potrò rivedere alcuni vecchi amici, ma cosa volete farci, va così".

Ha il giusto atteggiamento...

"Cerco sempre di prendere il buono da ogni situazione. In questi giorni potrò riposarmi e risolvere qualche piccolo problema fisico".

Confessi: a inizio stagione si sarebbe aspettato una Unieuro prima dall’inizio con un record di 13-2?

"Stiamo disputando una grande stagione. Sapevo che saremmo stati una delle squadre migliori e lo abbiamo dimostrato fin dalla prima giornata. Sono arrabbiato per le due sconfitte perché abbiamo avuto la possibilità di portare a casa i due punti in entrambe le gare, ma sono cose che possono succedere. L’importante è continuare a lavorare con umiltà cercando sempre di migliorare".

Qual è il vostro segreto?

"Forse la difesa, che è sempre la chiave delle nostre vittorie. Lavoriamo molto, abbiamo ottimi allenatori e giocatori intelligenti che sanno come si gioca insieme. Credo che la nostra stazza fisica e la nostra versatilità, che ci consentono di cambiare in difesa su ogni avversario e giocare in attacco in varie posizioni, siano fattori importanti".

Sta giocando molto bene e mostrando gran continuità...

"L’anno passato ho avuto spesso a che fare con tanti piccoli infortuni che mi hanno condizionato. Quest’anno sto bene, a campionato fermo ho lavorato molto sul fisico e i risultati si stanno vedendo ora. Sto meglio fisicamente, sono più in forma e di conseguenza gioco meglio".

È anche vero che è facile giocare con Roderick, no?

"Adoro giocare con tutti i miei compagni perché siamo un gruppo di giocatori intelligenti e altruisti che cercano di creare sempre la situazione giusta. Giocare con Terrence è bello perché ci cerchiamo sempre in campo e anche fuori. Abbiamo una comunicazione costante ed entrambi crediamo di poter vincere ogni partita quando siamo in campo assieme".

In quale parte del gioco vorrebbe migliorare?

"Nelle qualità da play, nel creare gioco e buone opportunità per i compagni. Abbiamo molte guardie e quindi non lo posso fare molto, ma sto lavorando per crescere anche in questo".

E a livello di squadra dove dovete crescere?

"Dobbiamo stare sempre concentrati dall’inizio alla fine e non sempre succede. Talvolta ci manca continuità e concediamo punti facili agli avversari che così riguadagnano fiducia. Invece quando è possibile li dobbiamo spazzare via subito, basta essere più concentrati".

La preoccupa il calendario di marzo? Dovrete giocare otto gare in quattro settimane.

"Preoccupato? E’ qualcosa che mi gasa. Sono gare che dovremo giocare al massimo per finire la stagione alla grande. E’ una bella opportunità per migliorare e confermarci in testa".

Avrete in trasferta sia Scafati sia a Napoli...

"Non vedo l’ora. Ci metteranno alla prova e ci diranno a che livello siamo".

Qual è il suo obiettivo stagionale e quello della squadra?

"Cercare di vincere ogni partita e alla fine vedere dove siamo. Ma pensando a una gara dopo l’altra e a quello che possiamo fare per vincere intanto quella".

Vuole dire qualcosa ai tifosi che vi seguono con passione senza poter essere a palazzo?

"Mi mancano loro e la carica che danno. Spero di rivederli presto e divertirci insieme".