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28 apr 2022

Forlì, aria di rifondazione in campo e fuori

Primi ragionamenti sul futuro: coach Dell’Agnello verso l’addio. Non si tratta il rinnovo, a meno che i playoff non cambino il quadro

marco bilancioni
Sport
Coach Sandro Dell’Agnello sta vivendo la sua stagione più complessa a Forlì (Frasca)
Coach Sandro Dell’Agnello sta vivendo la sua stagione più complessa a Forlì (Frasca)
Coach Sandro Dell’Agnello sta vivendo la sua stagione più complessa a Forlì (Frasca)

di Marco Bilancioni

Tutte le stagioni, specie le più tribolate, aprono riflessioni sul futuro e seminano indizi su cosa potrà accadere dopo l’ultima sirena. E non c’è dubbio che questa sia una delle più difficili: arrivando sesta, Forlì eguaglierà il peggior risultato dal 2018 in poi, quello ottenuto da coach Marcelo Nicola dopo l’esonero di quel Giorgio Valli che ha sbancato il Palafiera domenica; col settimo o l’ottavo, andrà peggio. Quindici vittorie e quattordici sconfitte è il bilancio a pochi giorni dall’ultima trasferta. Alle spalle mesi di problemi fisici, il Covid, l’addio di Kenny Hayes e la lunga attesa per un sostituto. La società ha molto materiale su cui riflettere e, naturalmente, ha già iniziato a farlo.

Il primo punto su cui ogni società deve dare risposte arrivati a questo punto del campionato riguarda l’allenatore. Coach Sandro Dell’Agnello ha disputato la terza stagione consecutiva e, considerando quella del 2021213 con la FulgorLibertas, è diventato uno dei più longevi nella storia biancorossa. Tuttavia pare indubbio che qualcosa si sia incrinato. "Quali sensazioni avverto? – gli fu chiesto a fine marzo, dopo la quinta vittoria consecutiva contro l’Eurobasket Roma – È un discorso ampio...", disse come a fare intendere che, anche nel momento migliore, c’era qualcosa che non lo lasciava pienamente soddisfatto. In quel momento il gruppo stava cercando di raddrizzare la stagione: le vittorie sono poi diventate sei, ma è anche vero che il derby contro Ravenna ha inaugurato una striscia di tre sconfitte in quattro partite, con problemi e incertezze che parevano superate e che si ripropongono invece nel momento decisivo della stagione. È l’ennesimo segnale che fa pensare che a fine stagione le strade di Forlì e Dell’Agnello siano destinate a dividersi. Tanto che le parti non hanno ancora affrontato il tema rinnovo. Tutto deciso? Non ancora. Nel senso che i playoff, come sempre, incidono tantissimo nel giudizio complessivo: secondo alcuni, il coach livornese tirerebbe i soci dalla sua parte se conquistasse la finale promozione. Per le premesse attuali, comunque uno scenario molto difficile.

L’altro ragionamento riguarda il general manager Renato Pasquali, arrivato a Forlì addirittura due anni prima di Dell’Agnello, nell’estate del 2017. In questo caso, si parte da un’esigenza che la società ha avvertito sempre più forte dalla scorsa primavera in poi: quella di una figura a tempo pieno sugli aspetti tecnici, la squadra e il mercato. Una riorganizzazione che equiparerebbe Forlì alla gran parte delle pretendenti per la promozione. Pasquali potrebbe essere sgravato da compiti gestionali; oppure potrebbe continuare a seguirli affiancato da un uomo ‘di campo’. Ma anche la sua permanenza non è, al momento, scontata.

Infine, la squadra. Detto che molte scelte competeranno all’area tecnica, ci sono tre giocatori – non a caso tra i più giovani – da cui Forlì vorrebbe ripartire: sono Mattia Palumbo, Riccardo Bolpin e Lorenzo Benvenuti. A molti non dispiacerebbe una conferma di Erik Rush, ma il discorso pare decisamente prematuro. Interessante soprattutto la pista Palumbo: domenica la Fortitudo, che detiene il cartellino di Mattia, deve battere Napoli per sperare ancora nella salvezza. In caso di retrocessione, il contratto stipulato con i bolognesi decadrebbe, e con questo anche il prestito. Forlì potrebbe firmare Palumbo legandolo definitivamente a sè oppure perderlo: chiaro che, al netto della pubalgia che lo sta condizionando, dopo la buona stagione disputata sarebbe un pezzo pregiato del mercato. Per quanto riguarda i veterani, Jacopo Giachetti sarebbe consapevole di essere arrivato alla sua ultima stagione biancorossa. Sarebbe l’ennesimo segnale di una profonda rifondazione.

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