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25 mag 2022

Forlì, un poker di stagioni di fila lontano dalla vetta

Nei primi quattro posti ben 16 volte su 23: ora il 9°, prima 6°, 8° e 14°

25 mag 2022
franco pardolesi
Sport
Il patron Gianfranco Cappelli, nonostante gli sforzi, non ha potuto ancora esultare
Il patron Gianfranco Cappelli, nonostante gli sforzi, non ha potuto ancora esultare
Il patron Gianfranco Cappelli, nonostante gli sforzi, non ha potuto ancora esultare
Il patron Gianfranco Cappelli, nonostante gli sforzi, non ha potuto ancora esultare
Il patron Gianfranco Cappelli, nonostante gli sforzi, non ha potuto ancora esultare
Il patron Gianfranco Cappelli, nonostante gli sforzi, non ha potuto ancora esultare

di Franco Pardolesi

Un altro campionato da metà classifica. La movimentata stagione 2021-22, appena conclusa, ha ancora una volta visto il Forlì chiudere in una posizione molto lontana dai propositi di partenza. Una classifica finale non certo soddisfacente considerato il budget importante investito dalla società, che si proponeva di giocarsi con Rimini e Ravenna la promozione in C.

Sogni svaniti da subito con i conseguenti esoneri prima di Giovanni Cornacchini e poi di Massimo Gadda. A metà campionato, il jolly pescato con la scelta di Mattia Graffiedi – dopo il due di picche rifilato da Oscar Farneti – ha fatto almeno svanire gli incubi retrocessione risollevando la navicella biancorossa, portata lontano dalle pericolose sabbie mobili.

Ai ripetuti cambi in panchina è poi seguito quello dietro la scrivania di viale Roma, col nuovo diesse Massimo Andreatini silurato per chiara insufficienza di risultati e il ritorno di Carlo Di Fabio (purtroppo, com’è noto, tragicamente scomparso in seguito per un improvviso malore). La squadra biancorossa è stata rivoluzionata così in corso d’opera, con ulteriori investimenti che hanno portato a un totale di 36 giocatori impiegati.

La modesta posizione nel campionato appena concluso, terminato con un pesante -37 dalla capolista Rimini, ha confermato dunque il mediocre trend delle ultime stagioni; campionati in cui i galletti si sono classificati nell’ordine al 14° posto (2018- 19), all’8° (2019-20), al 6° (20-21) e infine al 9° (quest’anno). Fra questi i tornei pesantemente penalizzati dal Coronavirus e adesso la mediocre ripartenza: tutti fattori che hanno fatto sfumare l’atteso ritorno di un entusiasmo che avrebbe potuto rifiorire nel caso che i propositi di alta classifica dell’estate fossero stati confermati sul campo.

Una situazione che ha portato alla conseguente diminuzione progressiva degli spettatori al Morgagni. via via ridotti alle poche centinaia presenti per mezzo campionato. Un pubblico decimato dalla mancanza di speranza di un successo, abbandonata dopo pochi match.

Da quando la serie D è stata istituita, nel 1965-66, la squadra biancorossa aveva quasi sempre lottato per la conquista della C. In ventitré stagioni di D, tra quel primo campionato e quello del 2017-18, cioè escluse le ultime quattro, il Forlì per ben sedici volte ha centrato una delle prime quattro posizioni, con tre promozioni in serie C sul campo e altre tre centrate grazie ai ripescaggi dovuti alla posizione d’onore. Il Forlì non era poi mai rimasto fuori dai primi quattro posti per oltre due anni di fila.

I numeri parlano chiaro. In quattro occasioni il Forlì ha chiuso il proprio girone di serie D al primo posto: nel 1966-67 con Santarelli in panchina e Filippi presidente; nel 1976-77 guidato da Orazi nell’era di ‘Vulcano’ Bianchi; nel 1998-99 quando, con Zanetti in panchina e Valmori presidente, la C svanì nello spareggio di Lugo perso 0-2 con l’Imolese; infine nel 2011-12 col Forlì di Bardi, presieduto da Conficconi.

Sette volte poi il Forlì è arrivato al secondo posto: piazzamento che è valso il ripescaggio in C nel 1992- 93 e nel 2001-02. Col corollario di tre terzi posti, compreso il ritorno in C coi playoff del 2015-16, e due quarte posizioni. Una tradizione d’alta classifica che i tifosi aspettano sia rinverdita. Lo chiede la storia.

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