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3 mag 2022

Ma i numeri dicono che l’Unieuro può farcela

Nelle ultime 11 partite ne ha vinte 8: come Cantù. E in trasferta è 4 su 5. Nel girone Rosso solo Scafati e Verona hanno fatto meglio

marco bilancioni
Sport
Rei Pullazi al tiro sabato in Piemonte: suo il pesantissimo +8 (foto Della Zuanna)
Rei Pullazi al tiro sabato in Piemonte: suo il pesantissimo +8 (foto Della Zuanna)
Rei Pullazi al tiro sabato in Piemonte: suo il pesantissimo +8 (foto Della Zuanna)

di Marco Bilancioni

Sliding doors. Il film con Gwyneth Paltrow non era ancora uscito nelle sale quando Forlì e Cantù si affrontarono l’ultima volta (stagione 199697). È diventato, da 24 anni, sinonimo di una situazione che sulla base di un dettaglio può cambiare completamente, come per esempio riuscire a entrare su un vagone della metro mentre le porte scorrevoli (sliding doors, in inglese) si stanno chiudendo. Oppure vincere o perdere di 1 punto una partita di basket.

Scenario A: sono molti i ‘se’. Se Kalin Lucas non avesse segnato il suo tiro in sospensione a 34” dalla fine. Oppure se Formenti non avesse perso palla a -9”, o se Sarto (un buon tiratore) avesse segnato l’ultima tripla a -3”. Come sarebbe stata giudicata la sconfitta di Forlì? Sarebbe stata la quarta nelle ultime cinque, proprio nel momento clou della stagione. Avrebbero pesato il terzo avvio consecutivo a handicap: prima del sorpasso di Lucas nel cuore del quarto periodo, Forlì era rimasta dietro per 34’, che si sarebbero sommati ai 40 di Torino e ai 39 contro Mantova, per un totale di ben 113 minuti. Soprattutto, l’ennesima sconfitta in trasferta contro una squadra da playoff: fino a sabato, in otto partite (le 7 del Girone Rosso più Torino), Forlì aveva vinto solo in casa di San Severo, ottava. Invece.

I biancorossi sono nello scenario B: la differenza è, appunto, 1 punto in più o in meno. Paradosso dei paradossi, non sarebbe cambiata la classifica: il ko di San Severo a Piacenza avrebbe preservato la settima posizione dell’Unieuro. Cambia, però, tutto il resto: Forlì si presenta ai playoff con otto vittorie nelle ultime undici partite. C’è un problema in trasferta? E va bene. Ma Dell’Agnello ha vinto pur sempre quattro degli ultimi cinque viaggi: Fabriano (dove Cantù si è suicidata), Stella Azzurra, Nardò e Casale. E sull’unica sconfitta pesa un’anomalia macroscopica, la mancata espulsione del pivot americano di Torino, Devon Scott, per una testata dopo pochi minuti di partita. Con Lucas, pur giocando raramente al completo, Forlì ha un ruolino di 812, 66% di vittorie. Nelle ultime 11, come detto, ne ha vinte 8: esattamente quante Cantù. E, nel proprio girone, solo Scafati (1011) e Verona (911) hanno fatto meglio: il numero di vittorie dell’ultima parte della stagione, insomma, colloca Forlì non lontana dalle pretendenti alla promozione. Una sconfitta a Casale avrebbe dato la sensazione che il filotto di 6 vittorie fosse irrimediabilmente alle spalle. Vincendo, invece, i biancorossi sono ripartiti. Ed esattamente come a Nardò o in casa della Stella, i tiratori di Forlì si sono scaldati nell’ultimo quarto, mettendo a segno una tripla dopo l’altra nei momenti chiave.

Vero: anche a Casale si sono visti tanti difetti, e molti sono i soliti. Resta sorprendente la sconfitta casalinga contro Mantova e lo è stata per larghi tratti anche la prestazione contro Trapani. Col senno di poi la rivale non sarebbe cambiata: nel destino c’era sempre Cantù. Ma, se pure si tratta di una sfida estremamente impegnativa, vincendo l’ultima giornata l’Unieuro si è guadagnata il diritto di provarci. Con il proprio spirito migliore.

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