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27 mag 2022

Palumbo recrimina: "Forlì, un finale amaro"

Il talentuoso play: "È stato terribile dover saltare le ultime gare per l’infortunio. Brava la squadra, con Cantù meritava la bella"

27 mag 2022
simone casadei
Sport
Mattia Palumbo, 21 anni, alla prima stagione a Forlì. Ex Scafati e di proprietà Fortitudo, con la retrocessione dei bolognesi non ha ora vincoli contrattuali
Mattia Palumbo, 21 anni, alla prima stagione a Forlì. Ex Scafati e di proprietà Fortitudo, con la retrocessione dei bolognesi non ha ora vincoli contrattuali
Mattia Palumbo, 21 anni, alla prima stagione a Forlì. Ex Scafati e di proprietà Fortitudo, con la retrocessione dei bolognesi non ha ora vincoli contrattuali
Mattia Palumbo, 21 anni, alla prima stagione a Forlì. Ex Scafati e di proprietà Fortitudo, con la retrocessione dei bolognesi non ha ora vincoli contrattuali
Mattia Palumbo, 21 anni, alla prima stagione a Forlì. Ex Scafati e di proprietà Fortitudo, con la retrocessione dei bolognesi non ha ora vincoli contrattuali
Mattia Palumbo, 21 anni, alla prima stagione a Forlì. Ex Scafati e di proprietà Fortitudo, con la retrocessione dei bolognesi non ha ora vincoli contrattuali

di Simone Casadei

Mattia Palumbo, ha saltato gli ultimi due mesi di campionato a causa di una fastidiosa pubalgia. Come procede il recupero?

"Ci stiamo lavorando sopra. Non è una questione grave ma complessa, anche perché è difficile stabilire un programma di riabilitazione ben definito. È una problematica che si sviluppa esclusivamente durante l’attività agonistica, quindi è difficile da trattare".

Ad ogni modo, che sensazioni prova?

"Sto bene, durante la quotidianità non avverto dolori. Andrò avanti con un ‘ciclo’ di riabilitazione di un mese, al termine del quale faremo il punto della situazione. Lì capiremo se potrò sostenere determinati carichi, oppure se procedere con un programma più intenso. Ci potrebbe anche essere la via dell’operazione chirurgica, ma ora a quella preferisco non pensare".

Nel finale di stagione, la squadra ha risentito della sua assenza...

"Guardare le ultime partite dalla panchina è stato massacrante a livello mentale. Giochi tutta la stagione per arrivare in fondo e non riuscire a scendere in campo è veramente distruttivo. Purtroppo, però, non sarei stato oggettivamente in grado di giocare".

Quello di Forlì è stato un campionato complicato, per svariate ragioni. Che valutazioni ne fa?

"In tutta onestà, non possiamo avere rimpianti per la serie playoff giocata contro Cantù. Quasi tutte la partite sono state molto equilibrate e ognuna, dunque, si è basata sugli episodi. In gara4 avremmo dovuto vincere per come è stata interpretata e giocata, ma fare un canestro in più o in meno nel momento decisivo cambia tutto. Senza nulla togliere a Cantù, la ‘bella’ a Desio sarebbe stata meritata".

Della sua stagione, invece, cosa ne pensa? Numeri alla mano, è stata la migliore in carriera.

"Sono contento e soddisfatto. Purtroppo, considerando la mia personale conclusione, sento come se non fossi riuscito a finire il lavoro. Sta di fatto, però, che devo ringraziare i compagni e Dell’Agnello. Mi hanno sempre messo nelle condizioni di giocare al meglio, senza troppi freni, facendomi esprimere. Proprio questo mi ha portato a disputare un campionato solido".

Rispetto allo scorso anno a Scafati, è un po’ variato il suo modo di giocare? Meno playmaking ‘puro’ e maggior poliedricità.

"È vero, ma questo dipende in gran parte dalla squadra in cui si gioca, dalla sua costruzione. Al tempo stesso, sono molto più consapevole dei miei mezzi tecnici. Credo di essere stato costante nel corso della stagione, in un percorso lineare con pochi momenti di ‘down’".

Cosa vede, dunque, nel suo futuro?

"Ora vivo molto alla giornata. Nel senso che sono completamente concentrato sul lavorare al meglio per recuperare il prima possibile la miglior forma. È ancora presto per parlare di squadre, obiettivi e, più in generale, fare valutazioni sulla prossima stagione".

Ha però detto che sente di non essere riuscito a concludere il lavoro…

"Sì, ma durante l’estate ci sono tanti fattori sulle strade del mercato. Non nego di esser stato bene a Forlì, ma ogni anno tante cose influenzano la scelta. Ancora non so cosa mi riserverà il futuro".

© Riproduzione riservata

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