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17 apr 2022

Tigers, una sconfitta che sa tanto di playout

Cesenati con ottimo atteggiamento e sempre avanti per tre quarti. Poi finisce la benzina, arrivano tanti errori e Teramo ringrazia

Tigers Cesena

76

Rennova Teramo

79

TIGERS CESENA: Bugatti 8, Nwokoye 5, Giorgini ne, Anumba 16, Bertini ne, Mascherpa 20, Moretti 8, Gallizzi 7, Ndour 2, Arnaut, Brighi 10. All. Tassinari.

RENNOVA TERAMO: Ticic ne, Guilavogui, Di Giorgio, Bottioni 2, Bertocco 19, Antonelli 29, Bonci 7, Ragonici ne, Cipriani 14, Triassi, Cucco 8, Di Febo. All. Salvemini.

Arbitri: Venturini e Frosolini.

Note - Parziali: 34-24; 51-41; 62-58. Uscito per falli: Mascherpa al 39’.

A meno di miracoli, che però il giorno di Pasqua sono da riferire a tutt’altra sfera, i Tigers andranno ai playout. Ed è giusto così, perché i romagnoli hanno perso tutti gli scontri diretti, accumulando sconfitte in serie (quattro) e lasciando strada ogni volta che contava tenersi la precedenza. Compresa la gara di ieri con Teramo, che esulta al termine di una partita che i romagnoli avevano provato ad affrontare con la rabbia tipica di chi è con le spalle al muro. Ma la benzina è finita troppo presto. Cesena entra nella partita facendo una cosa che coglie totalmente alla sprovvista gli avversari: segna (quasi) sempre, per di più costruendo azioni da tre e quattro punti con falli subiti al momento del tiro, che valgono fiumi di adrenalina, soprattutto per Anumba, in campo reduce da un infortunio muscolare, ma che porta sul parquet tutta la determinazione che serve in partite che valgono una stagione. A fargli compagnia ci sono un altrettanto efficace Mascherpa e un convincente Ndour, che prende rimbalzi (11) e soprattutto spaventa col suo fisico tutti quelli che sono dall’altra parte.

Così si arriva al 63% dal campo per i romagnoli nei primi 10’ (510 da tre) e il 50% a metà gara, annacquato dal peggioramento della mira dalla distanza (821). Resta il fatto che Cesena inanella un canestro dopo l’altro (10-0 e 41-30) rintuzzando anche il successivo tentativo di aggancio degli ospiti che con un contro parziale di 9-0 si erano portati a un’incollatura (41-39): in un attimo arriva la scarica di adrenalina che riallunga l’elastico fino al più 10 dell’intervallo.

Nel terzo quarto, però, uno stellare Antonelli e Bertocco cambiano passo, riportando Teramo si a strettissimo contatto (55-50). Anumba prova a rispondere con una schiacciata, ma Gallizzi ci mette una serie di tiri sbagliati, Moretti il quarto fallo e Bugatti un palleggio sulla coscia: 57-56 e improvvisamente al Carisport per proteggersi dal gelo serve una tenuta da esquimese. Brighi ridà ossigeno, ma Nwokoye continua a sbagliare troppo. Si va punto a punto, col canestro da casa sua di Cucco che vale il primo sorpasso ospite (67-69) dopo una vita. Quello decisivo.

Luca Ravaglia

© Riproduzione riservata

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